teoria della produzione fattori produttivi: natura, capitale, lavoro tipologie di imprese:
capitaliste (profitto)
cooperative (garantire consumo, lavoro etc)
sociali (assistenza, formazione etc) Olivetti: es Calcolatrice Divisumma con 80% = servizi aziendali sociali
società persona: -società semplice (solo detenzioni NON commerciali) -ditta individuale -snc (società in nome collettivo) -sas (società in accomandita semplice)
società di capitali: -srl (quote %) -spa (valore) -sapa
teoria del consumo: utilità marginalista -teoria cardinalista (quantità) -teoria ordinalista (preferenze) vincolo di bilancio (reddito) legge beni di Giffen (aumento inferiore di altri prodotti) beni complementari (auto e benzina, zucchero e caffè) beni surrogati (olio oliva e semi)
mercato, domanda e offerta sia individuale che aggregata domanda rigida (=antibiotico) e elastica (dipende da prezzo) prezzo = equilibrio tra domanda e offerta prezzo dato dal VALORE (=soddisfazione) nel TEMPO (=adesso) prezzi amministrati (=fissati da PA)
Unità 1 Pensare come economisti -definizione di economia, old economy e new economy -bisogni, beni e soggetti economici -PA e caregiver (=assistenza informale anziani e disabili) -mercantilismo, fisiocrazia e liberismo -capitalismo puro, Smith e scuola neoclassica (utilitarismo) Keynes e New Deal -statalismo puro e socialismo scientifico alienazione lavoro e lavoratore, mercato nero -sistema misto (braccianti, proletari, operai, impiegati e dipendenti) -UE -Globalizzazione
Unità 2 Mercato, consumo e produzione -mercato, domanda e offerta (aggregata) -incontro, equilibrio, elasticità e rigidità -pregi (allocazione risorse, soddisfazione, scambi standardizzati) -difetti (redistribuzione, informazioni di scambio, mercificazione) -consumo
-produzione
-costi fissi e variabili
Unità 3 Imprese e mercati
Scienza economica nasce con la fine del sistema feudale e la nascita di stati europei tra XVI e XVII secolo nascita scienza e studio dell’economia con Stati nazionali
XVI sec: Scuola di pensiero MERCANTILISTI: ⦁ politica coloniale (fa affluire oro e metalli preziosi) ⦁ e protezionismo (limitare deflusso) con oro e metalli preziosi oltre a materie prime → esercito (protezione commerci) RdM = massimizzare export e limitare import
XVII sec: Scuola di pensiero FISIOCRATICA (Quesnay): solo la natura crea ricchezza e SURPLUS classi sociali:
Classe dei PROPRIETARI TERRIERI = redditi fondiari (RENDITA)
Classe PRODUTTIVA = lavoratori agricoli
Classe STERILE = artigiani e commercianti con classe produttiva che affitta TERRE e genera ricchezza Agricoltura alimenta popolazione – industria – artigiani – mercanti
Scuola CLASSICA con Rivoluzione Industriale e capitalismo industriale -Adam Smith -Say: l’offerta crea la propria domanda -Ricardo: distribuzione reddito = prezzo determinato da costo + profitti e rendite -Stuart Mill: homo oeconomicus -Malthus: crescita popolazione
fattori produttivi: natura, capitale, lavoro
recenti significati di ECONOMIA: old (fisicità negozi) e new (virtuale) ⦁ New Economy = scambi virtuali marketPlace,webMall ⦁ Green Economy: economia verde e circolare = sviluppo sostenibile a tutela dell’ambiente: i rifiuti di uno diventano risorse per un altro. Invece Economia lineare va da prodotto a rifiuto. ⦁ economia etica = produzione collaborativa con fini sociali ⦁ economia condivisa = sharing con App: es. coHousing abitativo e turistico, crowdFunding finanziario, crowdSourcing imprenditoriale, bikeSharing carSharing carpooling nei trasporti. ⦁ economia smart = benessere e qualità della vita = domotica
Old Economy vende in luoghi fisici, New Economy definizione di Wired del 1997 vende con I&CT
Economia Politica studia come il SOGGETTO economico soddisfa i propri BISOGNI con BENI ECONOMICI attraverso:
PRODUZIONE,
Economia di BARATTO,
Economia MONETARIA
BISOGNI economici sono: -illimitati -soggettivi -saziabili -risorgenti classificati in -primari -secondari -individuali -collettivi -indotti -presenti e futuri (risparmio)
BENI sono: -riproducibili -non riproducubili -diretti o di consumo -indiretti o strumentali -necessari -inferiori -materiali -immateriali -complementari (auto-benzina…) -succedanei o concorrenti
METODO -DEDUTTIVO: dal generale al particolare -INDUTTIVO: dal particolare
MicroECONOMIA MacroECONOMIA
Economia e altre Scienze: -Statistica -Scienze delle Finanze -Diritto -DIritto Commerciale
Fonti informative: (informazioni statistico-economiche) = SISTAN (Istat + Inapp) -CCIA CamComm -MEF -Banca d’Italia -Ministero Sviluppo Economico -Eurispes (studi politici, economici e sociali) -Censis -ICE -Consob -Borsa Italiana -Commissione Europea -OCSE -Banca Mondiale -FMI
Sistemi economici COLLETTIVISTA o PIANIFICATO (gestione centralizzata di produzione e distribuzione risorse produttive) -Economia regolata dallo Stato -Mezzi di produzione di proprietà dello Stato -Garantiti a tutti i cittadini la soddisfazione dei bisogni primari -svantaggio = limita lo sviluppo economico
Economia di MERCATO: -economia regolata solo da Domanda e Offerta con fattori produttivi che appartengono ai privati che decidono come allocare le risorse per massimizzare i profitti attraverso …MERCATO…DOMANDA … OFFERTA…PREZZO …SCAMBIO VANTAGGI: favorisce scambio e crescita economica SVANTAGGI: non tutela gli operatori economici più deboli
SISTEMA MISTO (libertà di iniziativa ai privati con supervisione dello Stato a tutela degli interessi collettivi) prezzo politico e industriale -economia in parte regolata da Stato -garantisce iniziative dei singoli soggetti e tutela la collettività SVANTAGGI del sistema misto: molto debito pubblico-spesa pubblica-assistenzialismo
MODELLO CINESE della Terza Via = tra Capitalismo e Socialismo senza tutela libertà -Sistema Economico Locale = GLOBALIZZAZIONE e Distretti Industriali
Operatori economici = SOGGETTI: -Famiglie = consumatori e lavoratori → CONSUMATORE -Imprese = produzione e scambio di beni per ottenere profitto → PRODUTTORE -Stato = impone imposte/tasse e fornisce servizi -RdM = import/export -banche = raccolgono il Risparmio e lo prestano a imprese e altri operatori come Investimenti
la Domanda e il Consumatore Utilità Economica = attitudine di un Bene a soddisfare un Bisogno: -totale (consumo 1° bene) -marginale (beni successivi) -marginale ponderata (rapporto tra bene e prezzo) Utilità cardinale (quantitativo) Utilità ordinale (preferenze)
Domanda individuale = quantità di un bene che un soggetto è disposto ad acquistare a un certo prezzo, in un dato mercato e in un dato istante Prezzo di domanda = quantità di moneta Legge della Domanda = la domanda aumenta al diminuire del prezzo (quasi sempre) Elasticità della Domanda = rispetto al prezzo, al reddito e elasticità incrociata
La Produzione e l’Impresa Fattori della produzione = natura-capitale-lavoro profitto = costi – ricavi La produzione trasforma le risorse della natura in oggetti fisici e servizi che soddisfino i bisogni ISOQUANTO = ottimizzazione dei fattori produttivi per perseguire lo stesso prodotto finale ISOCOSTO = ottimizza la produzione a parità di esborso di denaro Equilibrio del produttore = incontro tra isoquanto e isocosto
Sistemi Economici: -Liberista (capitalista, Smith) -Pianificato (comunista, Marx) -Misto (tutto privato, tranne trasporti, salute, istruzione, tlc…) -Sociale (rivolta studentesca e Statuto Lavoratori) -Assistenziale (benefici e incentivi a proprio elettorato)
Ford (modello T) Taylor (automazione industriale) Keynes (spesa pubblica) New Deal con Roosevelt
Storia Neolitico: economia di caccia e raccolta società schiaviste (otium e negotium) economia feudale rivoluzione agricola Anno Mille rivoluzione commerciale: mercanti e banche mercantilismo, protezionismo e fisiocrazia liberismo e teoria degli sbocchi, questione sociale e proletari sistema collettivista, URSS, PCUS, perestrojka di Gorbaciov crisi del 1929, gioved’ nero di Wall Street (24-10-1929) Keynes e ruolo spesa pubblica Say, sottoccupazione fisiologica, disavanzo di bilancio
FASI del Ciclo Economico:
ESPANSIONE
CRISI
RECESSIONE
RIPRESA
TEORIE sul Ciclo Economico: -CLASSICA legge degli sbocchi di Say e equilibrio del mercato. Per Say e Ricardo l’offerta crea la propria domanda. -MARX crisi da sottocunsumo quando capitalisti non utilizzano tutta la moneta di cui dispongono -KEYNES -MONETARISTI -SCHUMPETER e innovazioni tecniche -MOLTIPLICATORE aumento investmenti genera aumento della domanda aggregata -ACCELERATORE aumento della domanda che spinge imprese a investire -CICLO ELETTORALE fluttuazioni con decisioni politiche in occasione delle elezioni
Bisogno = stato di necessità ridotto con consumo di beni (qualcosa che mi serve che soddisfo con un bene) es “sete” soddisfo con acqua
beni = utili: limitati/economici e illimitati/liberi beni materiali e immateriali: utilità, limitatezza, accessibilità beni pubblici e privati classificazione beni: -mobili (fungibili, infungibili, consumabili, inconsumabili, divisibili e indivisibili), -immobili e -mobili registrati
utilità economica:
soggettività e decrescenza; utilità marginale e utilità totale;
New York Stock Exchange a Wall Street in Manahattan (indici: Dow Jones, Nasdaq…)
DAX
MIB
FUNZIONI della moneta
mezzo universale di pagamento
strumento di misurazione
riserva di valore
TIPI di moneta:
a corso LEGALE
a corso FIDUCIARIO
VALORE della moneta:
valore intrinseco
valore nominale o legale
valore di cambio
valore estrinseco o potere di acquisto
INFLAZIONE: CAUSE: inflazione da costi (di produzione) e da domanda EFFETTI: penalizza i redditi fissi, danneggia i creditori e agevola i debitori, aumenta la spesa pubblica, favorisce import e penalizza esport
EURO e UE UEM dal 1-1-2002 con euro criteri di convergenza di Maastrihct del 1992:
debito pubblico entro 60 %
disavanzo entro 3 % PIL
BANCHE mercato MONETARIO (breve <12 mesi) mercato FINANZIARIO (medio/lungo <18 mesi) DOMANDA moneta OFFERTA moneta operazioni ATTIVE banche IMPIEGANO cedono denaro raccolto a imprese in DISAVANZO con operazioni PASSIVE raccolgono denaro da soggetti in AVANZO pagando interesse Banche: nazionali, comunitarie, extracomunitarie
BANCA d’ITALIA:
organo di vigilanza
organo di emissione banconote (da 1-1-1999 esecutore BCE)
organo di finanziamento Enti Creditizi e PA
organo di tesoreria dei conti pubblici
Banca Centrale Europea = BCE = nasce a Francoforte nel 1998 compiti:
autorizza emissione banconote delle singole banceh nazionali
vigila su stabilità prezzi area euro
fissa i Tassi Ufficiali di Riferimento TUR e controlla quantità di moneta in circolazione
Sistema Europeo Banche Centrali = SEBC = composto da BCE e Bance centrali UE
sistemi economici: da feudale, mercantilista, fisiocratico, liberista a liberale, pianificato e misto old e new economy
Unità 2 Mercato, consumo e produzione -mercato, domanda e offerta (aggregata) -incontro, equilibrio, elasticità e rigidità -pregi (allocazione risorse, soddisfazione, scambi standardizzati) -difetti (redistribuzione, informazioni di scambio, mercificazione) -consumo
-produzione
-costi fissi e variabili
Unità 3 Imprese e Mercati -concorrenza, monopolio, oligopolio -R&S, decisione e scelta, mktg -pubblicità, testimonial, influencer, profilazione, influencer virtuali -bilancio sociale e codice etico
Unità 4 Contabilità economica e sociale -Pil, economia della felicità e paradosso di Easterling -crescita e sviluppo economico -intervento pubblico in economia -moltiplicatore keynesiano -privatizzazioni
Unità 5 Moneta e sistemi finanziari -scambi moneta -mercato moneta -sistema finanziario
Unità 6 Politiche economiche -inflazione e disoccupazione -politica fiscale -deficit, debito e spread -esternalità
Unità 7 Sistema economico internazionale -WTO, G20 -valute, tassi di cambio, FMI e Banca Mondial -crisi bancarie, finanziarie ed economiche
Unità 8 Informazione economica e aziendale -ISTAT, CamCom -popolazione: salute, consumi, istruzione, lavoro
Scheda 5 • BILANCIO U.E..
FASI processo di integrazione europea:
Trattato di Parigi (1951): CECA (Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo) cessazione nel 2002
Trattati di Roma (1957): sono due Trattati istitutivi: – della Comunità economica europea (CEE o TCE) unione doganale persone, merci, servizi e capitali. Dal 1968 abolizione dei dazi doganali e con l’istituzione di una tariffa doganale comune nei confronti degli Stati non aderenti, mentre con l’Atto unico europeo del 1986 si posero le basi per la realizzazione, a partire dal 1° gennaio 1993, del mercato unico – della Comunità europea dell’energia atomica: CEEA o EURATOM
Trattato di Maastricht (1992): detto anche Trattato sull’Unione europea (TUE), ha comportato la sostituzione della Comunità economica europea (CEE) con la Comunità europea (CE), sottolineando la necessità di estendere l’integrazione anche ad aspetti non economici, e ha istituito l’Unione europea (UE), un’entità sovranazionale basata su tre pilastri: le Comunità già esistenti (CECA, EURATOM, CE), una Politica estera e di sicurezza comune (PESC), una cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale. All’UE aderiscono oggi 28 Paesi
Trattato di Lisbona (2009): ha modificato il TCE (che ha assunto la denominazione di Trattato sul funzionamento dell’unione europea, TFUE) e il TUE (che però ha mantenuto la stessa denominazione) e ha comportato la definitiva sostituzione dell’espressione Comunità europea con l’espressione Unione europea
BREXIT (2016): Britain (Gran Bretagna) e Exit (uscita): referendum del 23 giugno 2016 con 52% YES EXIT attiva procedura art. 50 del TUE: diritto di recedere dall’Unione. Avvio complesso negoziato con l’UE che ha portato all’uscita definitiva del Regno Unito dall’Unione
ISTITUZIONI Unione Europea
Consiglio dell’Unione europea: funzione legislativa: è il principale organo decisionale dell’UE ed è composto dai Ministri dei Governi dei singoli Paesi aderenti che sono, di volta in volta, competenti per le materie in discussione
Parlamento europeo: organo elettivo rappresentativo con funzione legislativa (insieme al Consiglio)
Consiglio europeo: composto dai Capi di Stato o di Governo e dal Presidente della Commissione europea. E’ titolare del potere di indirizzo politico dell’Unione
Commissione europea: è composta da un cittadino di ciascuno Stato membro (cosiddetto Commissario) ed è dotata, in via esclusiva, della funzione di iniziativa legislativa, elaborando proposte, controllando la loro applicazione e coordinando l’attuazione delle politiche dell’Unione. È l’organo esecutivo dell’UE, in quanto attua le decisioni del Parlamento europeo e del Consiglio dell’UE
Corte di Giustizia dell’Unione europea: ha il compito di garantire che il diritto dell’UE venga interpretato e applicato in modo uniforme in tutti i Paesi aderenti e che venga rispettato da tutte le istituzioni UE
Banca Centrale Europea (BCE): è la Banca centrale dell’Unione europea e ha il compito di attuare la politica monetaria UE al fine di garantire la stabilità dei prezzi. Insieme alle Banche centrali nazionali dei Paesi aderenti forma il Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC)
Corte dei Conti: ha il compito di controllare che i fondi UE siano raccolti e utilizzati correttamente
UEM fasi: ⦁ I fase (dal 1° luglio 1990 al 1993): vengono instaurati meccanismi di sorveglianza multilaterale in virtù dei quali gli Stati aderenti dovevano inviare alla Commissione europea informazioni relative alle loro rispettive decisioni di politica economica, decisioni che dovevano essere conformi agli indirizzi di massima adottati dal Consiglio ⦁ II fase (dal 1994 al 1998): vengono istituiti gli organi fondamentali e la struttura organizzativa dell’Unione monetaria e definiti i criteri di convergenza tra le politiche economiche degli Stati aderenti ⦁ III fase (dal 1° gennaio 1999): vengono fissati i tassi di cambio fra l’euro e le singole monete nazionali e stabilite misure sanzionatorie nei confronti degli Stati che presentano deficit eccessivi, al fine di assicurare il rispetto dei criteri di convergenza. Dal 1° gennaio 2002 l’euro è stato adottato da 11 Paesi, seguiti negli anni successivi da altri 8 Paesi, per cui la cd. area dell’euro è oggi composta da 19 dei Paesi aderenti alla UE
UEM dal 1-1-2002 con euro criteri di convergenza di Maastrihct del 1992:
debito pubblico entro 60 %
disavanzo entro 3 % PIL BANCA d’ITALIA:
organo di vigilanza
organo di emissione banconote (da 1-1-1999 esecutore BCE)
organo di finanziamento Enti Creditizi e PA
organo di tesoreria dei conti pubblici Banca Centrale Europea = BCE = nasce a Francoforte nel 1998 … compiti:
autorizza emissione banconote delle singole banceh nazionali
vigila su stabilità prezzi area euro
fissa i Tassi Ufficiali di Riferimento TUR e controlla quantità di moneta in circolazione Sistema Europeo Banche Centrali = SEBC = composto da BCE e Bance centrali UE
Il bilancio UE è l’atto che autorizza il finanziamento annuale di tutte le attività dell’Unione, sia interne sia esterne. Scopo di un bilancio «comune» è quello di intervenire a sostegno di quei settori i cui miglioramenti possono giovare a tutta l’Europa (le reti di trasporto, di ener- gia e di comunicazione; la protezione dell’ambiente; la competitività dell’economia europea; la ricerca scientifica). Il bilancio annuale dell’UE rispetta i massimali fissati nel Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), che rappresenta il bilancio UE a lungo termine. Il QFP è adottato ogni sette anni e quello attuale copre il periodo 2021-2027. Il bilancio deve essere approvato entro l’anno solare e la sua esecuzione è affidata alla Com- missione e alle altre istituzioni
Fonti normative
Trattato TFUE (articoli 310 e seguenti)
Regolamento sul Quadro finanziario pluriennale
nel Regolamento finanziario che definisce le norme in materia di elaborazione, esecuzione, gestione e controllo del bilancio
Principi contabili da rispettare nella redazione del bilancio UE
unità
veridicità
annualità
universalità
specialità
trasparenza
buona gestione finanziaria
unità di conto
equilibrio
Principali fonti di finanziamento
le risorse proprie tradizionali, costituite dai dazi doganali percepiti sulle importazioni delle altre merci provenienti dai Paesi terzi e dai contributi provenienti dall’imposizione di diritti alla produzione dello zucchero e dell’isoglucosio
la risorsa IVA, determinata dall’applicazione di un’aliquota uniforme valida per tutti gli Stati membri sulle basi imponibili nazionali armonizzate
la risorsa RNL (o risorsa complementare), commisurata alla quota RNL (Reddito nazionale lordo) di ciascuno Stato membro e destinata a finanziare, in forma residuale, la quota delle spese comunitarie non coperte dalle precedenti risorse. Le risorse basate sul reddito nazionale ammontano a circa il 76% delle entrate totali
dal 2020, con la crisi economica scatenata del Coronavirus è stato potenziato con altri strumenti specifici, come il Next Generation EU
Iter di approvazione
1° settembre la Commissione propone al Consiglio il progetto di bilancio
il Consiglio lo esamina e lo trasmette al Parlamento entro il 1° ottobre con gli eventuali emendamenti
il Parlamento ha 42 giorni per esprimersi e può approvarlo oppure rinviarlo al Consiglio con gli emendamenti. Se il Consiglio, entro 10 giorni, accoglie gli emendamenti il bilancio è approvato, altrimenti sarà nominato un Comitato di conciliazione
IMPOSTE = prelievo coattivo (dirette e indirette, personali e reali, fisse e variabili) TASSE = tributi versati per ottenere dei servizi CONTRIBUTI = x chi li utilizza
CRITERI delle tasse: spontaneità e divisibilità del servizio
-beni (economici) – privati ( $ escludibili e rivali) – pubblici: economici, escludibili, non rivali beni meritori/demeritori e esternalità positive/negative
soggetti: – attivi (impositori)
passivi (contribuenti)
finanza pubblica si attiva con fallimenti di mercato motivi fallimento: – non escludibilità
non rivalità
intervento pubblico per occupazione e sviluppo economico: ⦁ pieno impiego fattori produttivi ⦁ sviluppo reddito pro-capite ⦁ equa distribuzione del reddito ⦁ stabilità monetaria: inflazione e bilancia pagamenti
teorie economiche: ⦁ del consumo ⦁ dello scambio ⦁ della produzione ⦁ marginalistica
teorie: – politiche
sociologiche illusione finanziaria
teorie delle scelte pubbliche: ⦁ finanza neutrale ⦁ finanza della riforma sociale ⦁ finanza congiunturale ⦁ finanza funzionale
Economia pubblica → bisogni pubblici/privati e beni/servizi → ruolo della Finanza pubblica = ERARIO
BISOGNI economici (soddisfatti con BENI economici) ⦁ bisogni individuali con BENI privati ⦁ bisogni collettivi con BENI pubblici
BENI economici: ⦁ privati = escludibili e rivali ⦁ pubblici puri = non escludibili e non rivali ⦁ pubblici misti = escludibili e non rivali ⦁ Beni MERITORI accrescono collettività DEMERITORI es alcool, tabacchi, inquinamento, droghe…
CLASSIFICAZIONE delle spese pubbliche: -Ente: statale o locale -scopo: spese di governo e spese di esercizio -ripetitività: ordinarie e straordinarie -norme giuridiche: obbligatorie o facoltative -destinazione economica: correnti o in conto capitale -effetti economici: produttive o redistributive
EFFETTI della spesa pubblica ⦁ secondo i neoclassici: mercato in concorrenza perfetta porta a equilibrio di piena occupazione → non serve che Stato intervenga = non deve intervenire ⦁ secondo Keynes: con sottoccupazione si deve aumentare la Spesa Pubblica che, con effetto del moltiplicatore, farà aumentare la domanda aggregata e la occupazione
CAUSE espansione della spesa pubblica ⦁ cause apparenti: inflazione e aumento demografico ⦁ cause reali: ⦁ regimi parlamentari, ⦁ burocrazia, ⦁ urbanesimo, ⦁ famiglia nucleare ⦁ politiche redistributive ⦁ aumento del reddito ⦁ intervento pubblico nell’economia
CLASSIFICAZIONE delle Entrate Pubbliche -fonte di reperimento: originarie e derivate -ripetitività: ordinarie e straordinarie -natura giuridica: di diritto pubblico o di diritto privato
con Stati costituzionali nasce la Scienza Economica (assente in Stati assoluti/sudditi)
Scuola FISIOCRATICA: natura/agricoltura produce ricchezza Scuola LIBERISMO …Smith
Teorie ECONOMICHE -del consumo: SAY = minimizzare tributi per non penalizzare i consumi -dello scambio: scuola classica: tributi = costo dei servizi pubblici -della produzione: tedeschi per protezionsmo vs industrie inglesi -marginalista: SAX: bisogni pubblici + privati con tributi su utilità marginali ponderate
Teorie POLITICO-SOCIOLOGICHE con supremazia Stato su cittadini -teoria politica: GRIZIOTTI: politica/partiti determinano scelte economiche su classi sociali -teoria sociologica: PARETO e MOSCA: attività finanziaria su proprio elettorato con illusione di operare su intera collettività
Teoria dell’ILLUSIONE FINANZIARIA di PUVIANI: con artifizi i tributi sono funzionali a classe dominante e non a reali bisogni popolazione ENFATIZZA benefici e MINIMIZZA costi e tributi
Teorie e SCUOLA delle SCELTE PUBBLICHE con nobel a Buchanan nel 1986 con LOBBIES e Gruppi di Interesse
Evoluzione Finanza pubblica: neutralità e pareggio di bilancio scuola classica inglese Smith, Ricardo e Mill -finanza neutrale: mano invisibile di Smith = PA garantire: difesa, ordine pubblico, giustizia, opere pubbliche e NON INTERVENIRE su distribuzione del reddito
Finanza della Riforma Sociale… SOCIALISTA… Stato interviene con -imposta progressiva -riforma sistema delle successioni per impedire accumuli di patrimoni con Stato che interviene a tutela di malattie, infortuni, vecchiaia.
Finanza Congiunturale: crisi ’29: intervento e deficit di bilancio. Ciclo economico con fase espansiva (avanzi di bilancio) e depressiva (deficit di bilancio)
Finanza Funzionale: finanza del reddito nazionale per massimizzare occupazione e distribuzione del reddito -Keynes: Teoria occupazione, interesse e moneta del 1936- Politica fiscale espansiva con meno tasse e aumento spesa pubblica DEFICIT e Spesa Pubblica.
SOCIALE religiose, sportive morali buona educazione
GIURIDICA
SANZIONE:
civile
penale
amm.va funzione della sanzione:
punitiva,
preventiva,
riparatoria (detentive, pecuniarie e restrittive)
fonti di cognizione CONOSCERE GU GUE BUR
FONTI di PRODUZIONE atto = scritte fatto = usi e consuetudini Parlamento L. (leggi ordinarie) –> es L. x/199x Governo D.L. (Decreti Legge) –> solo con NECESSITA’ serve e URGENZA subito Regioni L. R. es L.R. lombardia 55/2007
GERARCHIA FONTI: Cost. LEGGE FONDAMENTALE Leggi ordinarie e UE PRIMARIE Regolamenti SECONDARIE Fonti NON scritte = FATTO
FONTI di COGNIZIONE (per conoscere) G.U. (gazzetta ufficiale) G.U.E. B.U.R.
Vacatio Legis 15gg
irretroattività –> futuro
prescrizione = diritto da esercitare entro un termine (altrimenti SCADE cioè si prescrive)
annullamento (norme emanate da chi non aveva titolo) abrogazione CANCELLAZIONE -esplicita cancellazione L.x/200x -tacita
TUTELA Persona Fisica: capacità giuridica (nascita-morte) e di agire (>18anni) -atti ordinaria e straordinaria -capacità di intendere e di volere
TUTELA –> INCAPACITA’: -CURATORE x inabilitati e minori emancipati -TUTORE x interdetti giudiziali, interdetti legali, minorenni -AMMINISTRATORE di SOSTEGNO in caso di difficoltà senza incapacità attenzione: interdizione giudiziaria x PROTEGGERE interdizione legale x PUNIRE
RAPPORTO GIURIDICO = situazioni attive e passive diritti soggettivi: patrimoniali e non patrimoniali diritti reali: assoluti e trasmissibili diritti di obbligazione: relativi
FATTI GIURIDICI: -naturali (indipendenti dall’uomo) -umani: fatti giuridici chiamati atti giuridici che producono un comportamento VOLONTARIO dell’uomo
IMPRENDITORE e TIPI di IMPRESE
PERSONE FISICHE e GIURIDICHE = soggetti del diritto sono entità di persone e/o beni costituite da persone e beni organizzati per perseguire uno scopo ASSOCIAZIONI SOCIETA’ FONDAZIONI Personalità giuridica e associazioni non riconosciute
IMPRENDITORE e IMPRESA (2082 cc): -esercizio di una attività economica -professionalità e non occasionalità -organizzazione di persone e beni -scopo di lucro: produzione o scambio di beni e/o servizi
dimensioni: piccole e grandi attività: agricolo, commerciale composizione: persone e capitali, cooperative a scopo mutualistico
Bisogno = stato di necessità ridotto con consumo di beni (qualcosa che mi serve che soddisfo con un bene) es “sete” soddisfo con acqua
oggetto del diritto: i beni
beni = utili: limitati/economici e illimitati/liberi
beni materiali e immateriali: utilità, limitatezza, accessibilità
beni pubblici e privati
classificazione beni:
mobili (fungibili, infungibili, consumabili, inconsumabili, divisibili e indivisibili),
-immobili e
-mobili registrati
utilità economica:
soggettività e decrescenza; utilità marginate e utilità totale;
legge scarsità
Fattori produttivi -Natura -Capitale -Lavoro
Soggetti economici -Famiglie (consumatori) -Imprese (produttori) -Stato (PA) -Resto del Mondo
ciclo virtuoso ciclo vizioso
lo Stato (PA) mette in contatto IMPRESE e FAMIGLIE settori riservati: istruzione, sanità, trasporti, telecomunicazioni
ripasso bisogni economici e comportamento umano: beni e servizi, domanda e offerta beni e servizi e mercato lavoro; profitti e extraprofitti
verifica di diritto su: beni diritti d’autore e pubblico dominio immagine creativa e d’autore
diritto d’autore
MORALE che accompagna l’autore durante la diffusione della sua opera e nella protezione della sua integrità. Garantisce il rispetto del nome dell’autore, l’autenticità e la libertà di diffusione della sua opera così come il diritto del produttore di ritirare la sua opera dal mercato se lo desidera.
PATRIMONIALE che protegge gli interessi economici dell’autore e dei suoi aventi diritto durante tutta la durata della protezione legale. Garantisce il diritto dell’autore di diffondere liberamente la sua opera e di trarne un profitto economico.
proprietà intellettuale:
diritto d’autore: – opere letterarie, artistiche etc – sw, banche dati
20 anni riserva utilizzo esclusivo al PROPRIETARIO
l’INVENTORE ha paternità diritto MORALE all’autore e PATRIMONIALE a detentore
articolo = copyright, proprietà e commercializzazione autore/editore diritto d’autore = diritto morale (paternità dell’opera)
copyright immagini = diritto di sfruttamento economico di cui gode l’autore dell’immagine
Opera dell’INGEGNO ha caratteri di:
novità
creatività
originalità
Immagine creativa –> tutelata dal copyright Immagine semplice –> amatoriale NO (C) sempre e comunque CITARE la FONTE = crediti
eccezioni uso immagini con copyright sono:
utilizzo privatamente a fini formativi
pubblicamente a fini informativi In questi casi siamo di fronte ad una licenza legale d’uso, per cui non è necessario richiedere il consenso all’autore dell’opera.
La legge distingue tra due situazioni in cui può sorgere la questione immagini copyright: uso privato e uso commerciale. –> In ambito privato le immagini si possono utilizzare. Questo non vuol dire che si possono fare delle copie e divulgarle in ambito ristretto. Significa semplicemente che se ad esempio voglio utilizzare un’immagine copyright come sfondo per una foto e stamparla per metterla in casa, nessuno mi dirà nulla. –> Per fini commerciali = autorizzazione autore dell’opera. Questa autorizzazione può essere concessa direttamente alla persona che vuole fare uso dell’immagine, oppure attraverso una licenza ad uso comune, di cui cui la più conosciuta è la licenza creative commons. –> l’uso editoriale, per cui esiste un’apposita licenza. Le immagini coperte da questo tipo di licenza possono essere utilizzate a fine non commerciale. Le troviamo sui vari siti di stock di immagini: da Adobe a Shutterstock. https://legalfordigital.it/copyright/copyright-immagini/#:~:text=Il%20copyright%20immagini%20riguarda%20il,morale%20di%20paternit%C3%A0%20dell’opera
RiP: A Remix Manifesto di Brett Gaylor documentario | Canada (2008) = film incendiario e rivoluzionario REMIX (la pellicola è del 2008), oggi è chiamato MASHUP
Questo secondo Gaylor il manifesto del remix:
La cultura si basa sempre sul passato
Il passato condiziona il futuro
Il nostro futuro è sempre meno libero
Per costruire società libere è necessario limitare il controllo del passato (cioè ampliare la libera circolazione dei saperi)
RiP – A Remix Manifesto: é dichiaratamente il primo documentario open source della storia, a cui ognuno può contribuire rimontando o remixando liberamente qualsiasi segmento. Ma è anche un pamphlet programmatico che trascende la forma del documentario o gli stretti tecnicismi che avvelenano il trattamento di questo tipo di argomenti. Appoggiandosi alla vicenda del “remixatore” underground Girl Talk, che “produce” proprio su un punto grigio della legge creando musica a partire da campionamenti anche microscopici di musica già esistente, Brett Gaylor forgia le tavole di pietra del “Remixer’s Manifesto”: “RiP” diventa quindi l’esposizione per immagini di questi quattro principi, di fatto trasformando la forma documentario in autentico mezzo politico. Nella più alta delle accezioni. https://www.rapportoconfidenziale.org/?p=6066
copyright (C), diritto d’autore, RiP: A Remix Manifesto di Brett Gaylor documentario | Canada (2008) Lessing pro Creative Commons; Battiato pro diritto d’autore.
ASSENZA SCOMPARSA > 2 anni MORTE PRESUNTA > 10 anni (>2 con calamità e guerra)
ECONOMIA
Fattori Produttivi: -natura -capitale -lavoro
Soggetti economici: -Famiglie -Imprese -PA -RdM
Sistemi Economici: -Liberista (capitalista, Smith) -Pianificato (comunista, Marx) -Misto (tutto privato, tranne trasporti, salute, istruzione, tlc…) -Sociale (rivolta studentesca e Statuto Lavoratori) -Assistenziale (benefici e incentivi a proprio elettorato)
Ciclo Virtuoso (occupazione e produzione) Ciclo Vizioso (disoccupazione)
Ford (modello T) Taylor (automazione industriale) Keynes (spesa pubblica) New Deal con Roosevelt
Storia Neolitico: economia di caccia e raccolta società schiaviste (otium e negotium) economia feudale rivoluzione agricola Anno Mille rivoluzione commerciale: mercanti e banche mercantilismo, protezionismo e fisiocrazia liberismo e teoria degli sbocchi, questione sociale e proletari sistema collettivista, URSS, PCUS, perestrojka di Gorbaciov crisi del 1929, gioved’ nero di Wall Street (24-10-1929) Keynes e ruolo spesa pubblica Say, sottoccupazione fisiologica, disavanzo di bilancio
STATO -territorio (confini) -popolo -sovranità (organi cost.li: poteri)
territorio: confini naturali e convenzionali -superficie -acque territoriali sino a 12 miglia marittime -spazio aereo -sottosuolo -territorio flottante: navi e aerei militari civili -extraterritorialità: immunità territoriale rappresentanze diplomatiche all’estero
FORME di GOVERNO -monarchia: _assoluta _cost.le _parlamentare -repubblica: _parlamentare _presidenziale _semipresidenziale
FORME di STATO -assoluto (monarchia): apparato burocratico, esercito, discendenza -liberale (regole scritte) -democratico (suffragio e pluralismo) -autoritario/totalitario (unico partito) -socialista
Forme di Stato in STATI MODERNI = democratica: -sovranità -Legge Fondamentale (Costituzione) -suffragio -pluralismo politico
in Italia – forma di Stato: democratica – forma di governo: Repubblica parlamentare
CITTADINANZA -ius sanguinis (nascita) -ius soli (luogo) -matrimonio -residenza continuativa iuris communicatio (matrimonio e adozione)
Diritto int.le e posizione degli stranieri Trattato Maastricht del 1992: -cittadini UE = libera circolazione, soggiorno e lavoro -extracomunitari L.189 del 2002 = quote annuali max stranieri ammessi per lavoro con passaporto e visto di ingresso
Stranieri Permesso di soggiorno: richiesta al Questore entro 8 gg da ingresso e impronte digitali a ogni rilascio e rinnovo -turistico –> max 3 mesi -lavoro stagionali –> max 6 mesi -studio –> max 1 anno rinnovabile -lavoro autonomo/subordinato –> max 2 anni Carta di soggiorno senza limiti dopo 6 anni permanenza regolare Richiesta cittadinanza dopo 10 anni
Stato Unitario: sovranità (politica estera/difesa/economia) Stato Federale: sovranità suddivisa tra: -Stato Federale e -Stati Federati
stato assoluto: -monarchia
stato liberale: -libertà economica -stato elitario -divisione poteri
stato socialista: Rivoluzione dei Bolscevichi 1917 -decreto nazionalizzazione proprietà privata -pianificazione economia -partito unico PCUS -riforma perestroika del 1985
stato totalitario: -abuso della forza cause: -crisi economica -malcontento popolare e insicurezza -incapacità dei governi
consenso delle masse: -propaganda (ideologica) -terrore -concentrazione dei poteri
dall’unificazione al periodo fascista:
Statuto Albertino: breve, flessibile, ottriata, confessionale da Monarchia Costituzionale Monarchia Parlamentare periodo fascista 1922-1942 Repubblica di Salò 1943-45
famiglia = vincolo coniugale e di filiazione
PRINCIPI FONDAMENTALI Cost: CARATTERI: lunga, rigida, democratica, compromissoria e programmaticità 1a principi fondamentali 2a diritti e doveri 3a organizzazione Stato
art 1 Repubblica – democratica – lavoro democrazia rappresentativa e diretta art 2 diritti uomo diritti inviolabili e doveri inderogabili art 3 uguaglianza formale e materiale art 4 lavoro diritto e dovere art 5 autonomia e decentramento (Comuni, Regioni, Province) art 6 tutela minoranze linguistiche art 7 Stato e Chiesa Patti Lateranensi 1929: -Trattato (territorio Vaticano) -e Concordato (religione a scuola, effetti matrimonio, agevolazioni fiscali) -1984 (religione facoltativa, 8/1000 e riduzione esenzioni) art 8 libertà religiosa art 9 tutela cultura, ricerca e paesaggio art 10 diritto int.le Asilo politico art 10 Cost. Estradizione = trasferimento e consegna imputato o condannato Extracomunitari Migranti = trasferimenti lavorativi, sociali Profughi = scappano da guerre, calamità, catastrofi Mandato di cattura europeo per: terrorismo, tratta esseri umani, traffici diseconomie
art 11 ripudio guerra per dirimere controversie int.li org.int.li ONU x pace (caschi blu) NATO x difesa (art 5) UE politico/comm.le €
art 12 colori bandiera
Organizzazioni int.li ONU e Agenzie specializzate NATO Consiglio d’Europa OCSE ONG
CONTRATTO:
bilaterale
forma: libera (a voce) scritta: atto pubblico (notaio) scrittura privata registrata scrittura privata
elementi contratto: bilaterali unilaterali Testamento, salvo legittima nozione persone fisiche e giuridiche
CONSUMO, REDDITO e INVESTIMENTO
REDDITO e CONSUMO Consumo è in funzione del Reddito: C=f(Y)
FONTI REDDITO: -salario/stipendio, onorario o parcella -rendita fondiaria/immobiliare -interessi -profitti
ATTIVITA’ PRODUTTIVA Impresa e Azienda Start-up Attività produttiva Finanziamenti
SETTORI PRODUTTIVI primario secondario terziario
FATTORI PRODUTTIVI natura capitale lavoro
organizzazione settori impresa: produzione, vendita, amm.ne Stato
COSTI PRODUZIONE e PROFITTO costi totali, fissi e variabili breve e lungo termine Profitto = Ricavi – Costi
RICCHEZZA NAZIONALE -PIL prodotto interno lordo: beni e servizi prodotti all’interno dello Stato -PNL prodotto NAZIONALE lordo: beni e servizi prodotti dai RESIDENTI in Italia e all’Estero -RNL reddito nazionale lordo: somma dei redditi percepiti da operatori residenti in un determinato paese
PARLAMENTO -Camera Deputati: 400 -Camera Senato: 200 legislatura = 5 anni elettorato: -attivo > 18 anni -passivo > 25 Camera > 40 Senato votazioni con numero legale e maggioranza (semplice, assoluta, qualificata) parlamentari con immunità, autonomia e insindacabilità
Bicameralismo
Regolamento e Organizzazione del Parlamento: ogni Camera elegge:
-Presidente (eletto con 2/3 componenti, votanti, maggioranza) presiede le sedute e gestisce interventi, si astiene da votazioni
-Ufficio di Presidenza: Presidente, 4 vice, 8 segretari, 3 questori gestione finanziaria della Camera
-Gruppi Parlamentari (almeno 20 Camera e 10 Senato) e coincidono con partiti, oltre a Gruppo Misto con anche Senatori a Vita
-Commissioni Permanenti scelti dai Gruppi Parlamentari -Giunte Parlamentari nominati da Presidenti Camere es Giunta delle Elezioni etc
Deliberazioni delle Camere: sedute pubbliche (apposite tribune) e atti pubblici, trasmessi video/radio con autorizzazione Presidenti
ostruzionismo parlamentare = trollare
ineleggibilità incompatibilità
autonomia parlamentari: rappresentanza politica e autonomia SENZA VINCOLO DI MANDATO
insindacabilità
immunità dagli arresti
preventiva autorizzazione a procedere Camera di appartenenza
1) iter legislativo: iniziativa, discussione e approvazione, promulgazione e pubblicazione e 2) funzioni di controllo: interrogazioni, interpellanze, mozioni
pagg 50-53 ITER FORMAZIONE LEGGI:
1) INIZIATIVA proposta o disegno di legge presentata a una delle Camere redatto in ARTICOLI da parte di: -Governo (disegno di legge), -parlamentari, -5 Consigli Regionali, -50k elettori, -cnel
2) DISCUSSIONE e APPROVAZIONE -procedura ordinaria: Commissione in sede Referente -esame da parte intera Camera con possibili EMENDAMENTI -approvazione singoli articoli -dichiarazione di voto dei capigruppo e votazione finale NAVETTA: testo approvato da una Camera viene sottoposto all’altra Camera; con emendamenti, nuova navetta per approvazione anche dell’altra Camera
3) PROMULGAZIONE legge approvata da entrambe le Camere = promulgazione PdR veto sospensivo SOLO una volta
4) PUBBLICAZIONE GU e vacatio legis di 15gg
FUNZIONI ISPETTIVE Parlamento su Governo: Commissioni di inchiesta mono/bicamerali
FUNZIONI di CONTROLLO Parlamento su Governo: -interrogazioni generiche in QUESTION TIME settimanale -interpellanze per ottenere risposte motivate -mozioni per dibattito parlamentare (>1 gruppo, 10 dep, 8 senatori) sino a mozione di sfiducia -inchieste
CONTROLLO ECONOMICO: legge finanziaria di bilancio
GOVERNO pagg 58-67
COMPOSIZIONE: -Presidente del Consiglio -Consiglio dei Ministri -Ministri (con e senza portafoglio) e Sottosegretari (=vice ministri)
responsabilità dei Ministri: -politica -penale -civile -amministrativa
FORMAZIONE: -CONSULTAZIONE del PdR -INCARICO (che accetta con riserva) -GIURAMENTO PdR e Ministri -votazione FIDUCIA da parte Parlamento
FUNZIONI: -POLITICA: guida del Paese -ESECUTIVA: direzione settori della PA -NORMATIVA: D.L., D.Lgs, Regolamenti
CRISI di GOVERNO: -CRISI PARLAMENTARI: mozione di sfiducia del PARLAMENTO -CRISI EXTRAPARLAMENTARI: in segreterie di partito
con CRISI = NUOVO GOVERNO oppure SCIOGLIMENTO ANTICIPATO e ELEZIONI
DIRITTO INT.LE diritto int.le = diritto tra Stati fonti: consuetudini e trattati
Istituzioni Europee: UNIONE EUROPEA -Parlamento = 751 eurodeputati (indirizzo e controllo) -Consiglio ministri = 1 ministro per Stato organo decisionale -Consiglio europeo = Capi Stato e Governo e Ministri Esteri -Commissione = organo esecutivo -Corte Giustizia = organo giudiziario
norme comunitarie emanate da Consiglio Ministri e Parlamento: -Regolamenti = applicazione diretta su Stati e cittadini -Direttive = vincolano solo Stati -Decisioni = vincolano solo i diretti interessati -Raccomandazioni =
Maastricht 1992 Lisbona 2009
Progetti studio EU giovani Leonardo Socrates: -Erasmus x studenti universitari -Comenius x studenti superiori
ONU (1945 pace) Assemblea Generale Consiglio di Sicurezza 15 (5 permanenti e 10 eletti ogni 2 anni) Veto Risoluzioni Embargo Segretariato Corte Int.le di Giustizia Corte penale int.le su genocidio, crimini guerra e contro umanità
NATO (del 1949) alleanza politico militare art 5 difesa (vs Patto di Varsavia)
da G8 (del 1998) a G7 (tranne Russia post Crimea) e G20 (anche UE) potenze economico/commerciali
WTO del 1995 libero commercio mondiale 164 paesi (globalizzazione)
OCSE del 1961 Cooperazione e Sviluppo economico
CECA carbone e acciaio CEE mercato comune EURATOM energia atomica EU
Diritti: -circolazione e soggiorno -lavoro (eures) -politici
Progetti per giovani: -Leonardo -Socrates: Erasmus e Comenius -Gioventù per l’Europa
Convenzione europea 2004
UE 1957 CEE in 6: Francia, Germania, Italia, Benelux e EURATOM 1968 MEC
Parlamento e funzione legislativa
ORGANI Costit.li
Parlamento
Governo
Magistratura
PdR
Corte Cost.le
Separazione poteri:
legislativo PARLAMENTO
esecutivo GOVERNO
giudiziario MAGISTRATURA
PARLAMENTO:
funzioni seduta comune: elezione PdR 1/3 CSM 1/3 Corte Cost. messa stato accusa PdR
PARLAMENTO: elettorato attivo e passivo Camera e Senato, bicameralismo perfetto, commissioni parlamentari, deliberazioni, maggioranze e voto. Insindacabilità e inviolabilità legge elettorale: maggioritario, proporzionale e misto, soglie di sbarramento Parlamento: funzione legislativa: -insindacabilità e inviolabilità parlamentari; -sistema elettorale maggioritario, proporzionale e misto; -procedimento legislativo ordinario, abbreviato e aggravato. Parlamento: funzione politica: -interrogazioni e interpellanze; -mozioni e inchieste; -approvazione Bilancio; -elezione PdR, CSM e C. Cost.; -stato accusa PdR.
GOVERNO: -formazione: consultazioni, incarico, nomina, giuramento, presentazione e voto fiducia; -Presidente Consiglio; -Ministri; -Consiglio dei Ministri; -fiducia, sfiducia e dimissioni.
PA funzioni: normativa, esecutiva e amm.va, indirizzo politico organi: PCM, CdM, ministri PA art 5 Cost. = autonomie locali livello nazionale = ministri livello locale = sindaci fonti di cognizione GU e BUR
PA principi -legalità -buon andamento (economicità) -imparzialità -trasparenza (accesso agli atti)
dalla facoltà di accesso agli atti a istanza di parte all’obbligo di trasparenza (anche ai curiosi)
autonomia finanziaria: IMU, TARI, TASI, addizionale comunale
PA: Governo COMUNI: funzioni proprie PRG funzioni delegate: anagrafe, stato civile, servizi elettorali
Organi Comuni: -Consiglio -Giunta -Sindaco
Difensore Civico
Regioni -Consiglio -Giunta -Presidente
Città metropolitane -Assemblea -Consiglio -Presidente
PdR RUOLO: capo Stato e garante Cost. REQUISITI: citt. italiana, 50enne, godimento diritti civili e politici ELEZIONE: Parlamento seduta comune e 58 delegati regioni MANDATO: 7 anni
PdR funzioni: LEGISLATIVA: msg alle Camere, promulga leggi, nomina 5 senatori vita ESECUTIVA: nomina PCM e ministri, comanda forze armate GIURISDIZIONALE: presiede CSM, concede grazia e commuta pene grazia = condona o diminuisce la pena per buona condotta indulto = condona la pena senza estinguere il reato amnistia = estingue pena e reato
CORTE COSTITUZIONALE
CORTE COST.LE = controlla il rispetto della Costituzione da parte di Parlamento e Governo
COMPOSIZIONE: 15 giudici -5 Parlamento in seduta comune (2/3 e poi 3/5) -5 PdR -5 magistrati Corte Conti, Cassazione, Consiglio di Stato presidente nominato tra i 15 giudici per 3 anni reileggibile
REQUISITI: magistrati alte giurisdizioni, docenti universitari, avvocati > 20anni servizio
MANDATO di 9 anni non rinnovabile
FUNZIONE: verifica conformità cost.le
AUTONOMIA e inamovibilità
VOTAZIONI > 11 giudici e a maggioranza assoluta (presenza di almeno 11 e maggioranza di almeno 8)
IMMUNITA’ dagli arresti e INSINDACABILITA’
FUNZIONI: giudica legittimità cost.le delle leggi risolve conflitti di attribuzione tra poteri Stato valuta ammissibilità Referendum giudica Messa in Stato Accusa PdR
MAGISTRATURA violazione di legge valutazione da parte dei giudici = sentenza sentenza deve riferirsi a leggi e essere motivata giudici = imparzialità
Giudici: -ordinari per concorso -straordinari -speciali: -Consiglio di Stato consulenza alla PA -Corte dei Conti = legittimità finanziaria -Tribunali militari = x Forze Armate
Giurisdizione Civile Parti: -attore = cita in giudizio -convenuto = chiamato in causa sentenza
gradi di giudizio -(Giudice di Pace) Tribunale -Corte di Appello e Corte di Assise di Appello -Cassazione Arbitrato Conciliazione obbligatoria
gradi giurisdizione amm.va: -TAR -Consiglio di Stato
Fasi: indagini preliminari iniziano con notitiae criminis (denuncia di reato)
Fase istruttoria: -Pubblico Ministero PM (raccolta prove con Polizia Giudiziaria) -Giudice Indagini Preliminari GIP dispone provvedimenti verso l’imputato
Conclusione fase istruttoria: -archiviazione -formulazione capi di imputazione
Udienza preliminare Giudice Udienza Preliminare GUP con sentenza: -non luogo a procedere -citazione in giudizio
Dibattimento: -prodotte le prove -ascoltato imputato -interrogati testimoni A fine dibattimento le parti formulano le rispettive richieste e giudice si ritira in Camera di Consiglio per emettere sentenza proscioglimento/condanna sentenza motivata e da notificare alle parti
Posizione giuridica magistrati: -principio giudice naturale -riserva di legge -indipendenza -imparzialità -inamovibilità
funzione giurisdizionale: processo e sentenza garanzie: -indipendenza -assenza di gerarchia -nomina per concorso pubblico -inamovibilità -organo di autogoverno
CSM = autogoverno magistratura: -assunzione tramite concorsi -assegnazioni e nomine -trasferimenti e promozioni -sanzioni disciplinari
CSM 27 membri presieduto da PdR primo presidente e procuratore generale corte Cassazione 8 eletti da Parlamento in seduta comune 16 da magistrati mandato di 4 anni e non immediatamente rieleggibili
Ministro Giustizia: propone provvedimenti disciplinari verso magistrati, ma solo CSM decide
GIUDICI giurisdizione: civile, penale e amm.va responsabilità: civile, penale e amm.va
giudici autonomi e soggetti SOLO alla legge
DIRITTI dei cittadini e libertà personali art. 13 libertà personale art. 14 domicilio art. 15 corrispondenza art. 16 circolazione e soggiorno art. 17 riunione art. 18 associazione (tranne a delinquere, paramilitari, segrete) artt. 19-20 libertà culto e associazione religiosa art. 21 libertà pensiero e stampa artt. 22-23 divieti di discriminazione artt. 24-27 tutela giudiziaria: diritto di difesa, presunzione di innocenza, divieto pene inumane, divieto estradizione per ragioni politiche. artt. 29-30 famiglia art. 32 diritto salute SSN artt. 33-34 scuola (libertà didattica e diritto all’istruzione) art. 35 formazione professionale art. 36 retribuzione, riposo, ferie art. 37 parità di retribuzione art. 38 assistenza inabili al lavoro art. 39 libertà sindacale art. 40 diritto allo sciopero: a oltranza e a singhiozzo, salvo fasce garanzia e precettazione art. 41 iniziativa economica art. 42 proprietà (pubblica e privata) artt. 45 e 47 su cooperative e risparmio art. 48 diritto di voto art. 49 partiti politici art. 52 difesa patria art. 53 obblighi tributari (capacità contributiva – progressività) art. 54 fedeltà alla Repubblica
DIRITTI LIBERTA’ Libertà personale (art 13 Cost): inviolabile sia morale che fisica; SOLO con: -riserva di giurisdizione (solo con mandato) -riserva di legge (ispezione, perquisizione e arresto) -situazioni di necessità e urgenza (< 48 ore) -custodia cautelare (limiti max carcerazione preventiva)
Libertà domicilio (art 14 Cost): inviolabile sede principale affari e interessi.
libertà di domicilio e circolazione, restrizioni libera circolazione SANITARIE e SICUREZZA
libertà riunione e associazione luogo Pubblico, aperto al pubblico e privato associazioni vietate: a delinquere, paramilitari e segrete
libertà pensiero e stampa limiti alla libertà di espressione: reati di opinione, libertà di stampa e pluralismo editoria
garanzie giurisdizionali inviolabilità:
diritto alla difesa e patrocinio
riparazione errori giudiziari
principio giudice naturale
irretroattività e riserva di legge
presunzione di non colpevolezza
ripudio pena di morte
FAMIGLIA e MATRIMONIO matrimonio = rapporto coniugale e di filiazione art. 29 famiglia = società naturale fondata sul matrimonio
civile
concordatario o cattolico
altri culti religiosi
convivenza more uxorio
unioni civili
scioglimento:
separazione
divorzio
regime patrimoniale:
comunione dei beni
separazione dei beni
impedimenti:
capacità di agire (minorenni, interdetti)
libertà di stato
assenza vincoli parentali (anche uxoricida: assassino con vedovanza)
alterità sessuale
MATRIMONIO = assistenza MORALE e MATERIALE tra coniugi -civile -cattolico o concordatario
Mercato: domanda, offerta, equilibrio, principali forme di mercato, Borsa Valori, quotazioni criptovalute, SEC e ETF
partiti politici (conservatori, progressisti, finanziamento) e doveri dei cittadini (pagg 32-37)
sindacati e ccnl (pagg 166-167) periodo di prova e preavviso
diritto di voto, suffragio, sistemi elettorali e partiti politici pagg (36-37) parlamento, sistema elettorale, posizione parlamentari, formazione leggi e funzioni ispettive pagg (54-55)
Contratto di lavoro CCNL -> RAL –> livello di inquadramento sindacati = rappresentano i soggetti economici (lavoratori e imprese) CCNL = contratti collettivi nazionali del lavoro parte retributiva (livello minimo retributivo) parte normativa (oraria, periodo di prova iniziale, preavviso e di funzione) periodo di prova (dal 1° gg sino max livello) preavviso (> anzianità)
contratti CCNL stipulati tra sindacati dei Datori di lavoro e sindacati dei Lavoratori
Accesso al lavoro:
pubblico impiego: concorso pubblico
lavoro privato: centri per l’impiego agenzie interinali assunzione diretta -autocandidatura -posizioni aperte
rapporto di lavoro: -autonomo -subordinato (diretto/somministrato)
sindacati, ccnl, tipologie di lavoro (part-time, apprendistato, somministrazione) diritti e doveri dei lavoratori, sciopero.
diritti e doveri dei lavoratori: sindacati, contrattazione, periodo di prova, ferie, preavviso, autocandidatura
compilazione cv (curriculum vitae): -stile adottivo e -stile propositivo
Obblighi lavoratori: -diligenza -attenersi alle direttive -fedeltà -osservare orario
Diritti Cost. lavoratori: -retribuzione -tutela lavoro femminile -assistenza (malattia e infortuni) e previdenza -libertà sindacale -diritto allo sciopero
Diritti cc lavoratori: -riposo -maggiorazione su notturno e straordinario -TFR
Contratto di lavoro CCNL -> RAL –> livello di inquadramento sindacati = rappresentano i soggetti economici (lavoratori e imprese) CCNL = contratti collettivi nazionali del lavoro parte retributiva (livello minimo retributivo) parte normativa (oraria, periodo di prova iniziale, preavviso e di funzione) periodo di prova (dal 1° gg sino max livello) preavviso (> anzianità)
contratti CCNL stipulati tra sindacati dei Datori di lavoro e sindacati dei Lavoratori
Accesso al lavoro:
pubblico impiego: concorso pubblico
lavoro privato: centri per l’impiego agenzie interinali assunzione diretta -autocandidatura -posizioni aperte
rapporto di lavoro: -autonomo -subordinato (diretto/somministrato)
sindacati, ccnl, tipologie di lavoro (part-time, apprendistato, somministrazione) diritti e doveri dei lavoratori, sciopero.
diritti e doveri dei lavoratori: sindacati, contrattazione, periodo di prova, ferie, preavviso, autocandidatura
formulazione cv: stile adottivo e stile propositivo
Obblighi lavoratori: -diligenza -attenersi alle direttive -fedeltà -osservare orario
Diritti Cost. lavoratori: -retribuzione -tutela lavoro femminile -assistenza (malattia e infortuni) e previdenza -libertà sindacale -diritto allo sciopero
Diritti cc lavoratori: -riposo -maggiorazione su notturno e straordinario -TFR
tipologie lavorative: Subordinato e autonomo riforme: Biagi L30/2003, Fornero L 92/2012, Jobs Act L 34/2014
Apprendistato: durata max 3 anni: 15 < età > 29 -apprendistato per qualifica/diploma/specializzazione -apprendistato professionalizzante -apprendistato di alta formazione e ricerca (per titoli universitari, dottorati ricerca e accesso libere professioni)
Art. 2082 (Imprenditore)
E’ imprenditore chi esercita professionalmente una attivita’ economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Art.2082 c.c. REQUISITI A) PROFESSIONALITA’ B) ORGANIZZAZIONE C) ESERCIZIO DI ATTIVITA’ ECONOMICA D) ORIENTAMENTO AL MERCATO L’AZIENDA (art.2555) E’ L’UNIVERSALITA’ DI BENI ORGANIZZATI DALL’IMPRENDITORE PER L’ESERCIZIO DELL’IMPRESA L’IMPRESA E’ L’ATTIVITA’ ESERCITATA DALL’IMPRENDITORE PER MEZZO DELL’AZIENDA
società: di persone: autonomia patrimoniale imperfetta società risponde con patrimonio rappresentante legale
ss (società semplice) per detenzione NON commerciali
ditta individuale
snc: società in nome collettivo
sas: società in accomandita soci accomandatari LAVORO soci accomandanti CAPITALE
LO STATUTO DELL’IMPRENDITORE COMMERCIALE La qualifica di imprenditore commerciale determina l’assoggettabilità dello stesso ad una disciplina particolare non prevista come obbligatoria per le altre due categorie di imprenditori. Tale disciplina, contenuta nel codice civile e nelle leggi speciali, viene definita, seppur con un’ espressione a tecnica, come “Statuto dell’Imprenditore commerciale”. Essa si può così sintetizzare: OBBLIGO DI ISCRIZIONE NEL REGISTRO DELLE IMPRESE (ARTT. 2188 ss.) OBBLIGO DI TENUTA DELLE SCRITTURE CONTABILI (ARTT. 2214 ss.) DISCIPLINA DELLA RAPPRESENTANZA DELL’IMPRENDITORE COMMERCIALE (ARTT. 2203 ss.) ASSOGGETTABILITA’ DELL’IMPRENDITORE COMMERCIALE ALLE PROCEDURE CONCORSUALI (ART. 2221)
IL REGISTRO DELLE IMPRESE (ARTT. 2188 ss.) LA TENUTA DELLE SCRITTURE CONTABILI (ARTT. 2214 ss.) LIBRI OBBLIGATORI E ALTRE SCRITTURE CONTABILI (ART.2214) MODALITA’ DI TENUTA E DI CONSERVAZIONE DELLE SCRITTURE CONTABILI (ARTT.2215, 2218, 2219 e 2220) CONTENUTO DEL LIBRO GIORNALE (ART. 2216) REDAZIONE DELL’INVENTARIO (ART.2217)
Procedura Avvio Attività
BUROCRAZIA
Nascita società BANCA (versamento 3/10 capitale condizionato) NOTAIO: costituzione e iscrizione RI della società (soci, sede, capitale sociale, scopo societario) CF e P.IVA presso l’Agenzia delle Entrate con codice ATECO indirizzo di posta elettronica certificata (PEC)
Società diventa operativa con: -dichiarazione inizio attività c/o Cam. Com. -creazione firma digitale Legale Rappresentante -apertura posizioni INPS e INAIL dipendenti e titolare
REQUISITI -ottenere la SCIA, ovvero la segnalazione certificata di inizio attività e le dovute autorizzazioni dell’Azienda Sanitaria Locale.
-corso Sab per la somministrazione di alimenti e bevande ed essere in possesso della certificazione HACCP, relativa alle norme igienico-sanitarie e comportamentali da rispettate nel caso in cui si servano cibi e bevande ai clienti.
-Licenza alcolici all’Agenzia delle Dogane
STRUTTURA, TASSE E ATTREZZATURA acquisto dei macchinari e delle attrezzature, cui si aggiungono le utenze mensili, le tasse, l’affitto del locale, gli eventuali lavori di ristrutturazione e gli stipendi dei lavoratori dipendenti.
ATTREZZATURE: friggitrici, piastre, sistemi di filtraggio, frigoriferi, congelatori, fornelli etc
LOCALI stipula locazione comm.le 12 anni
ADEGUAMENTI IMPIANTI adeguamenti di impianti e struttura e gli allacciamenti alle reti elettriche e idriche.
COMUNICAZIONE UNICA D’IMPRESA Cos’è La Comunicazione Unica d’Impresa è una pratica informatica, ovvero un insieme di file costituito da un modello riassuntivo (contenente i dati del richiedente, l’oggetto della comunicazione ed il riepilogo delle richieste ai diversi enti), e da uno o più dei seguenti modelli:
modello per il Registro Imprese modello per l’Agenzia delle Entrate modello per l’INPS modello per l’INAIL eventuale SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per il SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive). A chi e a cosa serve La Comunicazione Unica semplifica il rapporto tra le imprese e la Pubblica Amministrazione mediante l’utilizzo di un’unica procedura per gli adempimenti degli interessati nei confronti delle Camere di Commercio, dell’Agenzia delle Entrate, dell’INAIL e dell’INPS:
richiesta dell’iscrizione al Registro Imprese richieste di Codice Fiscale e Partita IVA richiesta dell’iscrizione all’INPS dei dipendenti o dei lavoratori autonomi apertura della posizione assicurativa presso l’INAIL eventuale SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per il SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive). Vantaggi Grazie al coordinamento fra questi Enti è stato possibile avviare, nel rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione, processi di semplificazione amministrativa che sfruttano i benefici offerti dalla telematica. Con la Comunicazione Unica, infatti, tutti gli adempimenti possono essere assolti rivolgendosi ad un solo polo telematico, il Registro delle Imprese, che è l’unico soggetto a cui inviare la pratica digitale contenente le informazioni per tutti gli enti.
AVVIO ATTIVITA’: -ereditare -affidamento (es SAS) -acquisto (reperimento fondi: prestito personale, finanziamento aziendale, attivare linea di credito bancaria)
Piano Industriale (Business Plan) è un documento solitamente composto da:
una parte descrittiva che include informazioni sul progetto, sul mercato, sulle risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi del piano, ecc.;
una parte numerica nella quale vengono presentate le proiezioni economico patrimoniali e finanziarie prese in esame nella parte descrittiva.
Parte A: Descrizione del progetto -elementi descrittivi dell’impresa; -imprenditore o nucleo imprenditoriale; -struttura organizzativa; -mercato di sbocco; -concorrenza; -mercati di approvvigionamento; -prodotto o servizio; -commercializzazione; -aspetti tecnici e industriali; -accordi strategici e network.
Parte B: Informazioni economiche e finanziarie -risorse finanziarie attuali e prospettiche; -punto di break even; -rapporti con gli investitori e i finanziatori. -E’ consigliabile predisporre una pagina introduttiva (executive summary) che sintetizza gli aspetti salienti del piano.
E’ utile, infine, allegare i seguenti documenti: -CV dell’imprenditore e dei dirigenti con rilievo strategico; -schede tecniche del prodotto o del servizio; -risultati delle indagini di mercato; -informativa finanziaria.
Contratto di lavoro CCNL -> RAL –> livello di inquadramento sindacati = rappresentano i soggetti economici (lavoratori e imprese) CCNL = contratti collettivi nazionali del lavoro parte retributiva (livello minimo retributivo) parte normativa (oraria, periodo di prova iniziale, preavviso e di funzione) periodo di prova (dal 1° gg sino max livello) preavviso (> anzianità)
contratti CCNL stipulati tra sindacati dei Datori di lavoro e sindacati dei Lavoratori
Accesso al lavoro:
pubblico impiego: concorso pubblico
lavoro privato: centri per l’impiego agenzie interinali assunzione diretta -autocandidatura -posizioni aperte
rapporto di lavoro: -autonomo -subordinato (diretto/somministrato)
sindacati, ccnl, tipologie di lavoro (part-time, apprendistato, somministrazione) diritti e doveri dei lavoratori, sciopero.
diritti e doveri dei lavoratori: sindacati, contrattazione, periodo di prova, ferie, preavviso, autocandidatura
formulazione cv: stile adottivo e stile propositivo
Obblighi lavoratori: -diligenza -attenersi alle direttive -fedeltà -osservare orario
Diritti Cost. lavoratori: -retribuzione -tutela lavoro femminile -assistenza (malattia e infortuni) e previdenza -libertà sindacale -diritto allo sciopero
Diritti cc lavoratori: -riposo -maggiorazione su notturno e straordinario -TFR
tipologie lavorative: Subordinato e autonomo riforme: Biagi L30/2003, Fornero L 92/2012, Jobs Act L 34/2014
Apprendistato: durata max 3 anni: 15 < età > 29 -apprendistato per qualifica/diploma/specializzazione -apprendistato professionalizzante -apprendistato di alta formazione e ricerca (per titoli universitari, dottorati ricerca e accesso libere professioni)
OBBLIGAZIONE è un Rapporto Giuridico tra 2 parti: -DEBITORE obbligata a soddisfare con prestazione, comportamento -CREDITORE che ha diritto a ricevere prestazione e comportamento
NB Diritti Reali su cose e verso tutti (erga omnes) es proprietà
CONTRATTO o negozio giuridico fonte VOLONTARIA tipica delle obbligazioni
SOGGETTI -attivo o creditore -passivo o debitore
OGGETTO è la prestazione a cui è obbligato il debitore
REQUISITI -patrimonialità (suscettibile di valutazione economica) -interesse anche Non Patrimoniale del creditore -possibilità (fattibilità della prestaione richiesta) -liceità (ordine pubblico, buon costume, no diseconomie) -determinatezza o determinabilità
OBBLIGAZIONI NATURALI derivano da doveri morali o sociali
TIPOLOGIE di OBBLIGAZIONI -parziarie se coinvolgono più soggetti (quota parte) -solidarietà attiva (più creditori) -solidarietà passiva (più debitori)
Il contratto: elementi essenziali e quelli accessori, la conclusione, l’interpretazione, l’efficacia e le patologie
Sommario
Definizione contratto
Autonomia contrattuale
Elementi del contratto
Conclusione del contratto
Interpretazione del contratto
Elementi accessori del contratto
Efficacia del contratto
Recesso
Esecuzione del contratto
Le patologie del contratto: nullità, annullabilità, rescissione, risoluzione
Definizione contratto: la nozione di contratto è contenuta all’art.1321 del codice civile, che lo definisce l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.
Il contratto: -è un accordo bi o plurilaterale; -ha sempre natura patrimoniale (non incide quindi su rapporti di carattere personale, come ad esempio quelli in materia di famiglia); ha la funzione di costituire, regolare o estinguere rapporti giuridici (ne crea di nuovi o interviene su rapporti preesistenti, regolandone il contenuto o estinguendoli).
L’autonomia contrattuale L’art. 1322 c.c. consente alle parti di determinare liberamente il contenuto del contratto, nel rispetto dei limiti imposti dalla legge. E’ la cosiddetta autonomia contrattuale, che legittima le parti a: concludere contratti “nominati” o tipici, in cui l’assetto di interessi dei contraenti è già previsto e disciplinato per legge; concludere contratti “innominati” o atipici (che esulano cioè dai modelli contrattuali esistenti), purchè siano diretti a perseguire interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento; concludere contratti c.d. “misti”, frutto della commistione di elementi propri di diverse fattispecie contrattuali tipiche; intervenire sul contenuto del contratto, anche tipico, inserendovi i c.d. elementi accessori o accidentali (cfr. paragrafo 6) in modo da adattarlo ai propri specifici interessi, purchè ciò avvenga nel rispetto dei limiti imposti per legge (norme imperative, ordine pubblico e buon costume).
Gli elementi del contratto Il contratto si inserisce entro la più ampia figura del negozio giuridico, di cui presenta gli elementi tipici, essenziali ed accessori. Gli elementi essenziali sono quelli che non possono mancare all’interno del contratto, che altrimenti risulta invalido e inefficace (o comunque destinato ad essere dichiarato tale). A norma dell’art. 1325 c.c. sono: l’accordo; la causa; l’oggetto; la forma, quando è prescritta dalla legge a pena di nullità (c.d. forma ad substantiam). Gli elementi accessori (su cui torneremo più diffusamente al paragrafo 6 e segg.) sono invece meramente eventuali, quindi le parti sono libere di inserirli o meno, in forza dell’autonomia contrattuale loro riconosciuta, senza che ciò pregiudichi la validità del contratto. I più comuni sono: la condizione; il termine; il modo (o onere).
3.1. L’accordo Tra gli elementi essenziali del contratto il primo ad essere menzionato è l’accordo, definito l’incontro delle manifestazioni di volontà dei contraenti: -quella di chi propone il contratto (proposta); -quella di chi accetta (accettazione).
3.2. La causa Altro elemento essenziale è la causa, comunemente definita la funzione economico – sociale del contratto, ossia una sintesi degli effetti essenziali che questo è in grado di produrre (ad esempio nella compravendita è lo scambio tra bene e prezzo, nella locazione è il godimento del bene contro un corrispettivo).
La causa va tenuta ben distinta dai motivi (ossia le ragioni soggettive che spingono le parti a contrarre) che di regola sono irrilevanti.
In base alla causa è possibile distinguere tra: -contratti tipici o nominati: in cui l’operazione economica perseguita dai contraenti è tradotta in un modello già previsto e disciplinato per legge; -contratti atipici o innominati: che esulano dalle tipologie contrattuali tipiche e che le parti sono libere di concludere in forza dell’autonomia contrattuale, pur con i limiti già menzionati (norme imperative, ordine pubblico, buon costume e meritevolezza degli interessi perseguiti).
La disciplina di questi contratti ha la propria fonte nelle pattuizioni delle parti e, per quanto non espressamente previsto, nella disciplina legale del contratto in generale;
contratti misti: in cui all’interno di un unico contratto confluiscono più elementi di fattispecie contrattuali distinte (ad es. il contratto di parcheggio, in cui vi sono elementi tipici sia della locazione che del deposito) o più cause tipiche (ad esempio la vendita mista a donazione). In punto di disciplina dei contratti misti la giurisprudenza propone due criteri:
assorbimento: se esiste un contratto tipico prevalente, si applica la relativa disciplina; combinazione: ciascun elemento del contratto è regolato dalle specifiche norme di riferimento; contratti collegati: a differenza dei contratti misti si tratta di più contratti, tipici o atipici, che pur conservando ciascuno la propria autonomia sono interdipendenti tra loro e appunto collegati nel perseguimento di uno scopo unitario (è il caso del contratto di compravendita di merci collegato a quello di noleggio del mezzo per il trasporto dei beni).
3.3. L’oggetto Si tratta della cosa o del comportamento oggetto dello scambio, della promessa o del conferimento dell’una all’altra parte.
A norma dell’art. 1346 c.c. l’oggetto del contratto dev’essere:
possibile: se si tratta di una cosa dev’essere esistente o comunque deve poter esistere, mentre se è un comportamento umano dev’essere compatibile con le caratteristiche di chi è chiamato ad attuarlo. La possibilità, oltre che naturale dev’essere anche giuridica, cioè legittimamente realizzabile secondo i canoni dell’ordinamento; lecito: l’oggetto non dev’essere contrario a norme imperative, ordine pubblico e buon costume; determinato o determinabile: dev’essere certo, individuato o quantomeno individuabile nel momento di esecuzione del contratto. Tutti questi requisiti è sufficiente sussistano quando il contratto produce effetti e non necessariamente nel momento in cui viene concluso.
3.4. La forma E’ il mezzo con cui si manifesta la volontà negoziale ed è elemento essenziale del contratto (e del negozio giuridico in generale) in quanto una volontà meramente interna, quindi non manifestata, è giuridicamente irrilevante.
La volontà può manifestarsi in modo:
espresso, mediante parole, scritti o qualsiasi altro mezzo che renda palese agli altri il proprio pensiero; tacito (c.d. facta concludentia), cioè tramite un comportamento che secondo il comune sentire sarebbe incompatibile con una volontà diversa. Nel nostro ordinamento vige il principio di libertà formale, diretta espressione dell’autonomia contrattuale, secondo cui il dichiarante può manifestare la volontà nella forma che preferisce.
In alcuni casi, tuttavia, l’ordinamento subordina la validità del contratto all’utilizzo della forma scritta (atto pubblico o scrittura privata autenticata).
La forma scritta può essere richiesta:
ad substantiam, per richiamare l’attenzione del dichiarante sull’importanza dell’atto e conferirgli maggior certezza; ad probationem, per dar prova del compimento dell’atto. La forma ad substantiam rappresenta un onere per le parti, in quanto la mancata osservanza del requisito è causa di nullità dell’atto.
L’inosservanza della forma ad probationem non comporta invece la nullità del contratto ma esclude solo la possibilità di provarlo per testi o per presunzioni semplici.
La conclusione del contratto L’art. 1326 c.c. prevede che il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte, dunque tramite l’incontro delle rispettive manifestazioni di volontà (c.d. principio consensualistico).
Se il contratto è concluso tra persone presenti nello stesso luogo, la conclusione è istantanea.
Se invece le parti si trovano in luoghi diversi, il contratto si intende concluso non appena il proponente ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte.
La legge, salvo casi particolari, consente al proponente di revocare la proposta prima che il contratto sia concluso e all’accettante di revocare l’accettazione, prima che il proponente ne abbia avuto conoscenza.
Proprio in riferimento ai contratti conclusi a distanza e alla difficoltà, per ciascuna parte, di individuare l’esatto momento in cui l’altra ha contezza della dichiarazione, l’art. 1335 c.c. introduce una presunzione di conoscenza.
Prevede infatti che la proposta, l’accettazione e la loro eventuale revoca si considerano conosciute nel momento in cui giungono all’indirizzo del destinatario, salvo che questi provi di esser stato nell’impossibilità di averne notizia senza sua colpa.
4.1. I contratti reali e altre modalità di conclusione del contratto Alla regola del principio consensualistico fanno eccezione i contratti reali (mutuo, deposito, pegno…), tutti rigorosamente tipici, in cui affinchè il contratto possa dirsi concluso è necessario:
il consenso delle parti; la consegna del bene, vero e proprio elemento costitutivo del contratto e non mera obbligazione a carico di uno dei contraenti. Oltre che dall’incontro tra proposta e accettazione il contratto può inoltre formarsi secondo altri schemi:
l’incontro tra proposte equivalenti; l’elaborazione di una comune dichiarazione; l’adesione ad un contratto aperto, predisposto da un terzo; l’adozione di comportamenti concludenti, da cui si desume la volontà inequivocabile delle parti di concludere l’accordo.
L’interpretazione del contratto L’interpretazione del contratto è quell’attività finalizzata ad indagare e ricostruire il significato da attribuire alle dichiarazioni dei contraenti: non è infatti infrequente che queste siano intese in modo diverso dalle parti e da eventuali terzi interessati.
Proprio a tal fine il codice civile (artt. 1362 – 1371 c.c.) detta una serie di regole cui attenersi nell’interpretare il contratto.
All’interno di queste regole si individuano:
criteri di interpretazione soggettiva (artt. 1362-1365 c.c.), da applicare prioritariamente e volti a ricostruire la reale, comune intenzione delle parti; criteri di interpretazione oggettiva (artt. 1366-1370 c.c.), utili per determinare il significato di una specifica clausola o anche dell’intero contratto, se malgrado l’applicazione dei criteri soggettivi la volontà comune resta dubbia o incerta; norme di chiusura (art. 1371 c.c.), cui ricorrere se nonostante l’applicazione degli altri due criteri il significato del contratto resta ancora poco chiaro. One LEGALE | Experta Contratti Ti guida nella redazione del contratto e nella valutazione delle clausole e degli impatti attraverso: guide pratiche civili e fiscali, clausole, codice commentato, quesiti, riviste, formule e news a cura dei migliori esperti. Provalo subito
Gli elementi accessori del contratto Si è detto che le parti, in forza dell’autonomia contrattuale loro riconosciuta, possono inserire nel contratto elementi ulteriori rispetto a quelli essenziali, in modo da adattarne il contenuto ai propri interessi.
Si tratta dei cosiddetti elementi accessori o accidentali, che quindi possono essere presenti o meno, senza che ciò pregiudichi validità ed efficacia del contratto.
Dal momento però in cui le parti decidono di includerli, tali elementi diventano parte integrante del contratto e quindi obbligatori e vincolanti per i contraenti.
I principali elementi accessori del contratto sono:
la condizione; il termine; il modo. 6.1. La condizione La condizione è un evento:
futuro; incerto cui le parti subordinano l’inizio (condizione sospensiva) o la cessazione (condizione risolutiva) degli effetti del contratto.
Es. ti pagherò 100,00 euro SE la nave tornerà dall’Asia (non ho certezza che la nave faccia ritorno).
L’evento dedotto in condizione dev’essere possibile e lecito.
La condizione illecita rende infatti nullo il contratto; quella impossibile:
se risolutiva si considera come non apposta; se sospensiva determina la nullità del contratto. Una volta verificatasi la condizione, la situazione giuridica diventa definitiva con efficacia retroattiva:
se è sospensiva, gli effetti del contratto si considerano prodotti fin dal momento della sua conclusione; se è risolutiva si caducano fin da quel momento. 6.2. Il termine Il termine è un evento:
futuro; certo cui le parti subordinano l’inizio (termine iniziale) o la cessazione (termine finale) di efficacia del contratto.
Es. ti pagherò 100,00 euro QUANDO la nave tornerà dall’Asia (so per certo che la nave farà ritorno, ma non so con esattezza quando).
Trattandosi di un avvenimento certo, il termine, a differenza della condizione, non mette in dubbio gli effetti del contratto ma li differisce o li fa cessare in un momento successivo.
6.3. Il modo (o onere) Il modo è un elemento accidentale tipico del negozio giuridico, in particolare (stando alla previsione del codice civile) dei soli atti di liberalità (istituzione di erede, legato, donazione).
La dottrina prevalente lo ritiene tuttavia apponibile sia agli atti tra vivi sia a quelli per causa di morte purchè a titolo gratuito, quindi anche ad alcuni contratti (ad esempio il comodato o il mutuo, se gratuito).
E’ definito modo o onere proprio perché si tratta di un peso imposto al destinatario dell’atto gratuito, allo scopo di limitarne gli effetti.
Es. ti dono/ do in comodato la casa con l’obbligo di ospitarvi i miei parenti ogni estate.
Se il modo è impossibile o illecito si ha per non apposto, salvo il caso in cui sia stato il solo motivo determinante la liberalità.
L’impossibilità sopravvenuta del modo libera l’obbligato, che in ogni caso non è tenuto ad adempiere oltre il valore di quanto ha ricevuto.
L’efficacia del contratto A norma dell’art. 1372 c.c. il contratto, una volta concluso, ha forza di legge tra le parti.
Ciò significa che malgrado le parti siano libere di stipularlo o meno, una volta che lo hanno concluso sono tenute ad osservarlo e restano vincolate al suo contenuto che ne regola i rapporti reciproci al pari di una norma di legge.
L’art. 1372 c.c. precisa infatti che il contratto (concluso) non può essere sciolto che per mutuo consenso (cioè di comune accordo) o per cause ammesse dalla legge.
L’efficacia del contratto si estende anche:
al successore a titolo universale di ciascun contraente (cioè colui che subentra in tutti i suoi rapporti giuridici, attivi e passivi, ad esempio l’erede); ai suoi aventi causa o successori a titolo particolare (cioè coloro che subentrano solo in specifici rapporti, ad esempio l’acquirente di uno dei contraenti). Quanto invece ai terzi (cioè quei soggetti diversi dai contraenti né ad essi equiparati), la norma precisa che il contratto non ha effetto nei loro confronti se non nei casi previsti per legge.
E’ il c.d. principio di relatività, per cui di regola nessuno può veder pregiudicata la propria sfera patrimoniale a seguito di un atto concluso da altri.
Il riferimento è ovviamente ai soli effetti diretti, cioè quelli che trovano nel contratto la propria fonte immediata, mentre il terzo sarà sempre potenzialmente esposto agli effetti riflessi del contratto altrui (ad esempio nella vendita di immobile locato il conduttore dovrà interfacciarsi suo malgrado con un altro locatore).
7.1. Contratti ad effetti reali e obbligatori Gli effetti del contratto sono le conseguenze che questo produce sul rapporto giuridico patrimoniale di riferimento (creandolo ex novo, regolandolo o estinguendolo).
Oltre agli effetti tipici, previsti per legge, il contratto può eventualmente produrre:
gli effetti espressamente voluti dalle parti nell’esercizio dell’autonomia contrattuale; effetti integrativi, conseguenti all’applicazione di legge, usi o equità, per colmare lacune presenti nel regolamento negoziale. In base agli effetti prodotti si è soliti distinguere tra:
contratti ad effetti reali: che determinano il trasferimento o la costituzione di un diritto reale o il trasferimento di un altro diritto (ad. es. compravendita, mutuo); contratti ad effetti obbligatori: che costituiscono o incidono su un rapporto obbligatorio. La distinzione su richiamata è particolarmente evidente guardando all’effetto traslativo, che può conseguire anche ai contratti ad effetti obbligatori.
In questi ultimi l’effetto traslativo è sospeso finchè non si produce uno dei seguenti eventi:
la specificazione del bene (dunque la sua esatta individuazione tramite pesatura, conteggio o misurazione), se oggetto della prestazione è una cosa generica; la venuta ad esistenza della cosa, se si tratta di cosa futura; l’acquisto della proprietà da parte del venditore, se si tratta di cosa altrui. Nei contratti ad effetti reali l’effetto traslativo o costitutivo è invece immediato: vale il principio consensualistico di cui all’art. 1376 c.c. per cui la proprietà si acquista (e si trasferisce) tramite il consenso.
Dal punto di vista del perfezionamento i contratti ad effetti reali sono quindi tipicamente consensuali e vanno tenuti ben distinti dai già menzionati contratti reali, che invece si perfezionano tramite la complessa fattispecie in cui al consenso delle parti si aggiunge la dazione della cosa, come ulteriore elemento costitutivo (cfr. paragrafo 4.1.).
Il recesso Si è detto che il contratto ha forza di legge tra le parti e non può sciogliersi che per mutuo consenso o nei casi espressamente previsti per legge.
Tra questi ultimi figura il recesso (art. 1373 c.c.), ossia il diritto di una parte di sciogliersi unilateralmente dal vincolo contrattuale, tramite una dichiarazione comunicata all’altra parte.
Il recesso può essere:
legale, se è previsto per legge come nel caso di alcuni contratti nominati (locazione, mandato, mutuo…), solitamente quelli in cui l’esecuzione del contratto si protrae nel tempo senza che sia stabilito in anticipo il momento di cessazione; convenzionale, se invece è previsto dalle parti con apposita clausola. In questi casi l’esercizio del recesso avviene spesso in cambio di un corrispettivo in favore della parte che subisce lo scioglimento del rapporto contrattuale (es. multa e caparra penitenziale). La legge stabilisce che la facoltà di recedere può essere esercitata finchè il contratto non ha avuto un principio di esecuzione.
Nei contratti ad esecuzione continuata o periodica (ad esempio quello di somministrazione) il recesso può invece esercitarsi anche successivamente ma non ha effetto per le prestazioni già eseguite o in corso di esecuzione.
A differenza del mutuo consenso o della revoca unilaterale, il recesso non fa propriamente venir meno il contratto ma pone fine al rapporto giuridico che da esso origina con efficacia ex nunc, cioè dal momento del recesso stesso.
L’esecuzione del contratto Una volta che il contratto è concluso le prestazioni previste devono essere eseguite.
La legge prescrive che nell’adempimento delle obbligazioni le parti adottino la diligenza del buon padre di famiglia, ossia quello sforzo comunemente richiesto all’uomo medio per garantire la soddisfazione delle pretese dell’altra parte.
Con specifico riferimento al contratto l’art. 1375 c.c. prevede che questo dev’essere eseguito secondo buona fede, intesa in senso oggettivo, come reciproca lealtà di condotta, che oltre alla fase di esecuzione deve presiedere anche a quella di formazione ed interpretazione del contratto.
Un vero e proprio dovere solidaristico, che a prescindere da specifici obblighi contrattuali, impone a ciascuna parte di agire in modo da preservare gli interessi dell’altra, nei limiti in cui ciò non comporti un apprezzabile sacrificio a suo carico.
9.1. Classificazioni Guardando alla fase di esecuzione del contratto (e dunque al momento di produzione dei suoi effetti) è possibile distinguere tra:
contratti ad esecuzione istantanea, che esauriscono i propri effetti in un solo momento; contratti di durata, la cui esecuzione è protratta nel tempo per soddisfare bisogni destinati appunto a sussistere per un certo intervallo temporale. I contratti ad esecuzione istantanea possono essere:
ad esecuzione immediata, se questa è contestuale alla costituzione del contratto (come nei contratti reali); ad esecuzione differita, se questa è invece successiva (ad esempio nella vendita a termine). I contratti di durata si distinguono a loro volta in:
contratti ad esecuzione continuata, in cui la prestazione è unica ma protratta nel tempo (ne è un esempio il contratto di locazione); contratti ad esecuzione periodica, in cui vi sono più prestazioni, effettuate in date prestabilite (es. rendita o contratto vitalizio) oppure saltuariamente, su richiesta di una delle parti (es. contratto di conto corrente).
Le patologie del contratto: nullità, annullabilità, rescissione, risoluzione Il contratto, sia esso tipico o atipico, produce effetti solo se rispetta determinati requisiti previsti dall’ordinamento.
Se uno di questi manca o è viziato, il contratto è invalido e quindi inefficace, o destinato ad esser dichiarato tale.
A seconda del vizio, la patologia contrattuale può essere più o meno grave; l’ordinamento ha quindi previsto una serie di istituti (nullità, annullabilità, rescissione e risoluzione) che rappresentano altrettante condizioni giuridiche del contratto viziato, ciascuna con proprie peculiarità.
Mentre nullità e annullabilità si applicano indistintamente a tutte le tipologie di contratto, rescissione e risoluzione operano solo rispetto ai contratti a prestazioni corrispettive, quelli cioè in cui le prestazioni sono legate da un nesso di reciprocità tale per cui ciascuna costituisce la ragion d’essere dell’altra ed ogni anomalia (o anche solo l’inadempimento) dell’una incide inevitabilmente sull’altra e sulla causa del rapporto.
Rescissione e risoluzione presuppongono un difetto del sinallagma contrattuale, che in caso di rescissione investe il momento di costituzione del vincolo, mentre nella risoluzione si manifesta successivamente (il contratto nasce valido ma subentra un vizio in corso di svolgimento del rapporto).
10.1 La nullità La nullità è la più grave forma di invalidità contrattuale, prevista a tutela dell’interesse generale.
A norma dell’art. 1418 c.c. il contratto è nullo quando:
è contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga diversamente; manca uno dei requisiti indicati all’art. 1325 c.c. (accordo, causa, oggetto, forma prescritta a pena di nullità); la causa è illecita; il motivo è illecito, ai sensi dell’art. 1345 c.c.; l’oggetto è impossibile, illecito, indeterminato o indeterminabile; sussiste uno degli altri casi previsti dalla legge. La nullità può essere:
testuale, se è espressamente prevista; ·virtuale, se pur in assenza di un’espressa previsione normativa, risulta come conseguenza della violazione di una norma imperativa; totale, se colpisce il contratto nella sua interezza; parziale, se ne colpisce solo una parte. Quest’ultima si distingue a sua volta in oggettiva e soggettiva, a seconda che interessi parte del contenuto contrattuale o colpisca il vincolo di una delle parti.
La nullità presenta inoltre le seguenti caratteristiche. E’:
improduttiva di effetti; rilevabile d’ufficio dal giudice in ogni stato e grado del giudizio, senza necessità di una domanda di parte, purchè risulti dagli atti; insanabile, né mediante convalida né per prescrizione dell’azione. L’azione con cui si fa valere la nullità è invece:
dichiarativa (o di mero accertamento), nel senso che non muta la situazione giuridica già esistente ma si limita ad accertarla; imprescrittibile, fatti salvi solo gli effetti dell’usucapione e la prescrizione delle azioni di ripetizione; assoluta, poichè legittimato ad esercitarla è chiunque vi ha interesse (le parti e anche i terzi pregiudicati dal contratto). La nullità, una volta dichiarata, fa venir meno il contratto con efficacia retroattiva (c.d. ex tunc), come se non fosse mai stato posto in essere.
10.2 L’annullabilità L’annullabilità è la condizione giuridica patologica del contratto, affetto da un vizio non così grave da comportarne la nullità.
E’ prevista a tutela del contraente c.d. “debole” rispetto all’altra parte, consentendogli di scegliere se mantenere o meno in vita il contratto.
A differenza della nullità l’annullabilità è solo testuale, per cui sussiste solo nei casi espressamente previsti per legge.
Sono cause di annullabilità:
l’incapacità legale o naturale della parte (fa tuttavia eccezione il caso del minore che ha contrattato occultando dolosamente l’età); i vizi del consenso (errore, violenza, dolo). Sono poi previste ipotesi di annullabilità giustificate da abusi compiuti in danno di una parte (contratto concluso con sé stesso o dal rappresentante in conflitto d’interessi col rappresentato).
L’annullabilità è:
produttiva di effetti interinali (o instabili), nel senso che il negozio annullabile produce effetti, che tuttavia potranno venir meno se viene proposta e accolta la relativa azione; irrilevabile d’ufficio dal giudice: di regola, legittimata a chiedere l’annullamento è solo la parte nel cui interesse è stabilito per legge (annullabilità relativa), tuttavia in certi casi può agire qualsiasi interessato (annullabilità assoluta), ad esempio per l’annullamento del matrimonio, del testamento inficiato da vizi della volontà, degli atti dell’interdetto legale; sanabile, a seguito di convalida o della prescrizione dell’azione di annullamento. L’azione di annullamento è:
costitutiva, poichè modifica la situazione preesistente, in quanto il contratto annullabile aveva prodotto i suoi effetti e la sentenza li elimina con efficacia retroattiva; prescrittibile: è soggetta a prescrizione quinquennale che decorre giorno in cui è cessata la causa che ha dato luogo al vizio o da quello in cui il contratto è stato concluso. L’eccezione di annullamento è invece imprescrittibile: chi è convenuto in giudizio per l’esecuzione di un contratto annullabile può sempre eccepirne l’annullabilità senza limiti di tempo.
10.3. La rescissione del contratto La rescissione è una forma di invalidità volta a tutelare chi ha concluso il contratto a condizioni inique, pur di sottrarsi ad una situazione di bisogno o di pericolo.
La legge prevede due ipotesi:
rescissione del contratto concluso in stato di pericolo (art. 1447 c.c.); azione generale di rescissione per lesione (art. 1448 c.c.). Presupposti della prima sono:
lo stato di pericolo in cui versava uno dei contraenti o un’altra persona (ad esempio un familiare): il pericolo dev’essere attuale, cioè sussistere al momento della stipula del contratto, e il danno alla persona grave; l’iniquità delle condizioni contrattuali alle quali il contraente si è obbligato per ovviare allo stato di pericolo in cui versava; la conoscenza dello stato di pericolo da parte del contraente che ne ha tratto vantaggio. Il giudice, nel pronunciare la rescissione può comunque, secondo le circostanze, assegnare un equo compenso all’altra parte per l’opera prestata.
L’azione generale di rescissione per lesione si caratterizza invece per:
la sproporzione tra le prestazioni delle parti (c.d. lesione ultra dimidum), per cui il valore della prestazione chiesta al danneggiato deve eccedere di oltre il doppio quello della prestazione chiesta all’altra parte. La lesione deve inoltre perdurare fino al momento in cui è proposta la domanda di rescissione; lo stato di bisogno del contraente danneggiato, che dev’essere stata la causa da cui è dipesa la sproporzione tra le prestazioni delle parti. Lo stato di bisogno è inteso non necessariamente come indigenza ma anche come semplice difficoltà economica; l’approfittamento di tale stato di bisogno da parte dell’altro contraente, che deve aver agito consapevolmente allo scopo di trarne un’utilità economica. Legittimato ad esercitare l’azione di rescissione è il solo contraente danneggiato e, analogamente a quanto accade con l’annullamento, gli effetti del contratto rescindibile permangono finchè non è stata proposta la relativa azione e la rescissione accertata con pronuncia del giudice.
L’azione di rescissione si prescrive nel breve termine di un anno, che una volta trascorso rende inopponibile anche la relativa eccezione.
A norma dell’art. 1448 c.c. la rescissione non è infine invocabile nei contratti aleatori, quelli cioè in cui l’entità e l’esistenza della prestazione dipendono da un elemento incerto e quindi il rischio contrattuale, oltre ad essere fisiologicamente più ampio, tanto da rivestire rilevanza causale, è noto e consapevolmente assunto dalla parte.
10.4. La risoluzione del contratto La risoluzione è una forma di invalidità che opera rispetto ad anomalie che si manifestano dopo la conclusione del contratto.
Il codice civile prevede tre ipotesi di risoluzione:
per inadempimento (1453 – 1462 c.c.); per impossibilità sopravvenuta (1463 – 1466 c.c.); per eccessiva onerosità (1467 – 1469 c.c.). La risoluzione per inadempimento si riferisce all’ipotesi in cui, in un contratto a prestazioni corrispettive, uno dei contraenti è inadempiente: in tal caso l’altra parte può scegliere di agire per l’adempimento oppure esercitare il diritto di risolvere il contratto, salvo, in entrambi i casi, il risarcimento del danno. Una volta chiesta la risoluzione non è più possibile agire per l’adempimento, mentre vale l’opposto.
Di regola la risoluzione necessita di una sentenza del giudice (risoluzione giudiziale) ma ci sono ipotesi tassativamente previste per legge in cui opera automaticamente (c.d. risoluzione di diritto, cfr. paragrafo 10.4.2.).
La risoluzione per impossibilità sopravvenuta risponde all’esigenza di garantire lo scioglimento del rapporto quando la prestazione di uno dei contraenti è divenuta impossibile da adempiere per causa a lui non imputabile.
L’art. 1463 c.c. dispone infatti che la parte “liberata” per sopravvenuta impossibilità non può chiedere la controprestazione e deve restituire quella già ricevuta.
Se la prestazione è divenuta solo parzialmente impossibile, l’altra parte ha diritto ad una corrispondente riduzione della propria prestazione e può anche recedere dal contratto se non ha interesse apprezzabile all’adempimento parziale.
La risoluzione per eccessiva onerosità (art. 1467 c.c.) è prevista per ovviare ad un eccessivo squilibrio tra le prestazioni, purchè sopravvenuto rispetto al momento di conclusione del contratto e conseguente ad eventi straordinari ed imprevedibili, dunque non imputabili alla parte.
La parte che deve la prestazione divenuta impossibile può domandare la risoluzione del contratto, che però può essere evitata dall’altro contraente, se si offre di modificare equamente le condizioni del contratto.
La risoluzione non può essere domandata se l’onerosità sopravvenuta rientra nell’alea normale del contratto.
Effetto della risoluzione, comune a tutte le predette ipotesi, è lo scioglimento del contratto con efficacia retroattiva tra le parti, salva solo l’ipotesi dei contratti ad esecuzione continuata o periodica in cui la risoluzione non pregiudica le prestazioni già eseguite.
Scopo della risoluzione è quello di riequilibrare la posizione economico-patrimoniale dei contraenti eliminando non il contratto, ma i suoi effetti.
La risoluzione non interviene quindi sull’atto (che era valido quando è stato concluso) ma sul rapporto: lo conferma il fatto che è possibile chiedere anche il risarcimento del danno, proprio perché il contratto era valido e le obbligazioni da esso derivanti andavano eseguite.
10.4.2. La risoluzione di diritto Trattando della risoluzione per inadempimento si è detto che vi sono ipotesi, tassativamente previste, in cui questa opera di diritto, per effetto del solo inadempimento e della dichiarazione della parte di volersene avvalere.
Si tratta dei seguenti casi:
diffida ad adempiere (1454 c.c.); clausola risolutiva espressa (1456 c.c.); scadenza del termine essenziale (1457 c.c.). 10.4.1.1. La diffida ad adempiere L’art. 1454 c.c. prevede che, alla parte inadempiente, l’altra può intimare per iscritto di adempiere entro un termine congruo, dichiarando che decorso inutilmente tale termine il contratto si intenderà risolto.
Il termine assegnato per l’adempimento non può essere inferiore a quindici giorni, salvo che le parti non abbiano pattuito diversamente o che, per la natura del contratto o in base agli usi, risulti congruo un termine inferiore.
Una volta decorso il termine senza che il contratto sia stato adempiuto questo è risolto di diritto.
10.4.1.2. La clausola risolutiva espressa I contraenti possono anche inserire nel contratto un’apposita clausola con cui prevedono espressamente la risoluzione del contratto se una certa obbligazione non è adempiuta secondo le modalità stabilite.
Anche in tal caso lo scioglimento contrattuale si verifica di diritto, purchè la parte interessata dichiari all’altra che intende valersi della clausola risolutiva.
10.4.1.3. Il termine essenziale L’ultima ipotesi in cui si verifica la risoluzione di diritto è quella in cui le parti hanno convenuto un termine essenziale per l’adempimento di una delle prestazioni e questo non è stato rispettato.
Per termine essenziale deve intendersi quello decorso il quale l’altra parte non ha più interesse a ricevere la prestazione (si pensi al vestito da sposa consegnato il giorno successivo a quello del matrimonio).
L’art. 1457 c.c. prevede in proposito che una volta scaduto il termine da ritenersi essenziale il contratto si intende risolto di diritto anche se non è stata espressamente pattuita la risoluzione.
Contratto di Locazione Commerciale (Uso Diverso dall’Abitativo) per un immobile destinato ad un uso commerciale
AFFITTO commerciale su terreno coltivabile o un’azienda (beni produttivi)
LOCAZIONE commerciale su ufficio o negozio (beni non produttivi)
Contratto di locazione comm.le per attività: -lavorative e professionali, come un ufficio o un archivio -industriali, come un magazzino o un capannone -commerciali e artigianali, come un negozio, un ristorante o un bar -ricettive, come un albergo o un b&b
DURATA di 6+6 anni per esercizi commerciali o professionali di 6 anni con rinnovo automatico abitativo di 4+4 anni
DISDETTA = impedisce rinnovo automatico comunicazione di disdetta tramite Racc. AR o PEC locatario entro 6 mesi prima della scadenza del contratto locatore entro 12 mesi prima della data di scadenza 18 mesi per i contratti 9+9
RECESSO = volontà di una delle parti di terminare il contratto inquilino deve comunicare recesso 6 mesi prima del giorno in cui si vorrebbe lasciare l’immobile SOLO per eventi aziendali successivi alla firma del contratto SOLO con onere della prova (6 mesi prima) Ad esempio, un’azienda che cresce e ha bisogno di un immobile più grande per contenere tutti i collaboratori. Anche in questo caso vale lo stesso termine di 6 mesi per comunicare il recesso
Contratto di Noleggio Attrezzature Il Contratto di Noleggio Attrezzature tra NOLEGGIANTE che mette a disposizione e UTILIZZATORE che ne usufruisce OGGETTO: attrezzature per uso professionale
TIPI: nolo a freddo = sola attrezzatura nolo a caldo = attrezzatura + servizi (personale etc)
OGGETTO (clausole): -DESCRIZIONE bene; -SERVIZI accessori; -CANONE (unica soluzione o più rate; -CAUZIONE a garanzia da ritardi, inadempimenti o danni; -DURATA di utilizzo e godimento dell’attrezzatura; -CONSEGNA e RESTITUZIONE: luogo, consegna e installazione; -MANUTENZIONE: manutenzione da parte del noleggiante; -RESPONSABILITA’: manleva e franchigia; -ASSICURAZIONE: casco, responsabilità civile, incendio e furto etc; -RISCATTO: è possibile che prima del termine del noleggio l’utilizzatore possa riscattare l’attrezzatura, ovvero acquistarla a fronte di un prezzo da pagare al noleggiante.
programma svolto in classe TERZA
art 2082 cc, definizione imprenditore imprenditore, impresa, azienda segni distintivi: ditta, insegna, marchio società persone (ss, snc, sas) e capitali (srl, spa, sapa) accomandante e accomandatario apertura impresa: notaio (atto costitutivo e statuto), Cam. Com (R.I., ateco) avvio attività, piano industriale e reperimento fondi
Contratto di lavoro CCNL -> RAL –> livello di inquadramento sindacati = tutelano i lavoratori CCNL = contratti collettivi nazionali del lavoro parte retributiva (livello minimo retributivo) parte normativa (oraria, periodo di prova iniziale, preavviso e di funzione)
contratti CCNL stipulati tra sindacati dei Datori di lavoro e sindacati dei Lavoratori
Accesso al lavoro:
pubblico impiego: concorso pubblico
lavoro privato: centri per l’impiego agenzie interinali assunzione diretta -autocandidatura -posizioni aperte
rapporto di lavoro: -autonomo -subordinato (diretto/somministrato)
Obblighi lavoratori: -diligenza -attenersi alle direttive -fedeltà -osservare orario
Diritti Cost. lavoratori: -retribuzione -tutela lavoro femminile -assistenza (malattia e infortuni) e previdenza -libertà sindacale -diritto allo sciopero
Diritti cc lavoratori: -riposo -maggiorazione su notturno e straordinario -TFR
Problema Rifiuti: PLASTICA –> soluzione: bambù e amido Dispersione nell’ambiente Montello – recupero plastica – umido: -biogas -biodiesel -mangimi (per allevamento e itticoltura) -fertilizzanti
Fasi lavorazione plastica: -triturazione -lavaggio con separazione per galleggiamento -asciugatura -densificazione -scaglie = materia prima
tipologie plastica: -PE: sacchetti e flaconi -PP: contenitori e alimenti -PVC: vaschette uova, tubi, infissi -PET: bottigliette -PS: posate, piatti e bicchieri
Co.Re.Pla. = Consorzio Recupero Plastiche Aste Telematiche
Rifiuti: OBSOLESCENZA PROGRAMMATA 1920: Lampadine e Nylon
Il cartello Phoebus (in inglese Phoebus cartel «cartello Febo») fu un cartello di diverse società costituito nel 1924, sciolto nel 1939, per il controllo della produzione e della vendita di lampadine. Il nome deriva dalla società registrata a Ginevra nel 1916, la Phoebus S.A. Compagnie Industrielle pour le Développement de l'Éclairage.
La costituzione del cartello è considerata un passo importante nella moderna storia dell’economia e dell’obsolescenza pianificata, in quanto si è trattato del primo caso in cui un gruppo di aziende decise di accorciare deliberatamente la durata di vita di un prodotto, così da aumentare il numero di articoli venduti.
OBSOLESCENZA PROGRAMMATA genera immense quantità di rifiuti, soprattutto tecnologica (RIFIUTI = RAEE) automobili, elettronica, device smartphone e computer, televisori, elettrodomestici, moda (settore tessile è uno dei più inquinanti), giocattoli e mobili.
TIPI DI OBSOLESCENZA PROGRAMMATA:
-SISTEMICO: nuova versione del sistema operativo o non è più possibile collegare nuove periferiche perché lo standard della porta è cambiato.
-PERCEPITO cambiano lo stile dei prodotti in modo che quelli vecchi siano percepiti come meno desiderabili.
-DATA smettono di funzionare o vengono disattivati dopo una certa data, costringendo a sostituirli anche se sono in buone condizioni d’uso.
-LEGALE divieto uso veicoli termici.
ESEMPI DI OBSOLESCENZA PROGRAMMATA Nello specifico, si tratta di alcune pratiche di obsolescenza programmata:
PREVENZIONE RIPARAZIONI: impossibile riparazioni e indisponibilità parti di ricambio
DURATA ARTIFICIALE: progettazione prodotto che si deteriora rapidamente ovvero con aggiornamenti software.
BATTERIE INSOSTITUIBILI device con batterie agli ioni di litio non sostituibili.
Le molestie nei luoghi pubblici Per fermare le molestie in luoghi pubblici non c’è una soluzione. Ma cinque. Insieme, possiamo fare la differenza. Le 5D: 1) DISTRARRE per distogliere l’attenzione da ciò che sta succedendo 2) DELEGARE per far intervenire qualcuno vicino a te 3) DOCUMENTARE per testimoniare ciò che sta succedendo 4) DARE SOSTEGNO per supportare la vittima della molestia 5) DICHIARARE per interrompere la molestia
T.U.A. (D. Lgs 152/2006) Tutela Ambientale: VIA, VAS, Difesa Suolo, Aria, Acqua
Art. 1
Il presente decreto legislativo disciplina, in attuazione della legge 15 dicembre 2004, n. 308, le materie seguenti: a) nella parte seconda, le procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d’impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione ambientale integrata (IPPC); b) nella parte terza, la difesa del suolo e la lotta alla desertificazione, la tutela delle acque dall’inquinamento e la gestione delle risorse idriche; c) nella parte quarta, la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti contaminati; d) nella parte quinta, la tutela dell’aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera; e) nella parte sesta, la tutela risarcitoria contro i danni all’ambiente.
Cittadinanza EU CECA carbone e acciaio CEE mercato comune EURATOM energia atomica da CE a EU: moneta, esercito e politica estera
Diritti: -circolazione e soggiorno -lavoro (eures) -politici
Progetti per giovani: -Leonardo -Socrates: Erasmus e Comenius -Gioventù per l’Europa
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C’era, c’è e ci sarà quel rimane di una casa, lasciata ai ricordi: ossute mani di un nobile decaduto oramai privo dei passati anelli ma con vivide dita. Ai passanti parlava la Villa a modo suo tra alti e bassi per raccontare la sua storia e i ridicoli intrecci del Fato. Cercava la Villa di farsi notare, di incrociare lo sguardo di chi ne ricordasse i fasti. Tra rovi, sterpi, abbandono e degrado passò un ventennio. Ma cosa aveva da raccontare?
All’inizio viveva la natia Sartirana il medico Gianfranco Badalla (1921-2006), nella Piccola Loira del riso, tra quelli di non più Lombardia e non ancora Piemonte. Doppiati i trentanni, redivivo Oltre/Super Uomo come in Così Parlò Zarathustra, il medico Gianfranco volle una casa a sua immagine e somiglianza, lui già presidente Saoms.
Scelse il nuovo quartiere di Cuntra’ d’la ‘Stasio’ indi la progetta di suo pugno incaricando il geometra Risaro di realizzarla.
Volle un castello in stile Vittoriano con ingressi separati e distinti: via Roma riservato ai pazienti e l’altro ingresso per le visite private che fece in vittoriano stile, con stemma araldico e scalinate. Dedicarono la via a Gramsci e il medico nell’ampio giardino immerse un dannunziano Pineto. L’ingresso di via Roma invece costeggia di Ginkgo Biloba.
DIcono innamorato perso della fanciulla che non sposerà, rimase solo e anziano, vivendo nell’immensa villa. Ormai maturo infine testamenta per il giovane Pirulin, preludio a una serena vecchiaia.
Assolutamente convinto della scelta successoria il medico Gianfranco deposita il testamento pubblico dal notaio Catalano di Mortara. Ma il Fato serbava altro: passa a miglior vita Piero il Pirulin e pochi mesi dopo anche il medico.
Per un destino ridicolo il testamento decade con le premature scomparse e si attiva la legittima a favore di parenti, che alienano la Villa che fu del medico.
Arriva Sandro l’albergatore che vuole fare della villa una struttura ricettiva, ma muore anche lui dopo poco.Abbandono e curatela sino a quando la Villa non splendette a chi si sarebbe preso cura di lei per rianimarla. Ripulita la struttura e riesumata la storia, Villa Badalla apre al pubblico come Dimora Storica nel 2023, scelta dai The Francis per il lancio del loro album poi 3° alle selezioni Sanremo giovani. Bianchina, Capralla e Signorino chiedono ospitalità nel 2024 redivive B* C* S*.
Simbolo della Piccola Loira lombarda di Lomellina, Villa Badalla c’era, c’è e ci sarà indipendentemente dagli assetti proprietari, sempiterno simbolo e intramontabile mito.
Al primo starnuto ci scopriamo indifesi. Fuggiamo esiliati dal DPCM in un misantropo isolamento. Domoticamente rintanati, guardiamo dalla finestra che diventa caverna, cercando quello che era prima, l’antico mondo delle idee. Non siamo preparati e tutto succede all’improvviso, ex abrupto! Non eravamo preparati e non potevamo preconizzarlo, né prevederlo: c’è un virus, il Signor Virus e non abbiamo l’antivirus.
Eppure il nome scientifico è COVID-19 nel senso che è il diciannovesimo, quindi succedente ai 18 precedenti.
Rintanati pensiamo al culto della paura preconizzato da Frank Furedi; riviviamo la diatriba della lobby dei vaccini; leggiamo di complotti Usa-Cina associandoli alla guerra dei dazi; ipotizziamo fortuite fughe virali, all’insicuro inceneritore contestato a Wuhan; viviamo esegesi su complotti finanziari, biologici, etnici; ritornano Prozac, HIV, moria delle api, pesticidi e tanto altro ancora.
Illazioni e supposizioni tra le parti: un gioco di ruolo e di interessi su incarichi, commesse, profitti, brevetti. Tanta roba. Si ma cosa e come entrano in scena adesso queste illazioni?
La cruda e nuda realtà è che il Corona Virus, poi ribattezzato Signor 19 è una delle tante infiammazioni delle vie respiratorie.
Il Covid è pertanto una influenza; sui generis, letale in termini ed effetti immunodepressivi, ma comunque una infiammazione delle vie respiratorie.
Con quello che respiriamo, effettivamente…
Ricordo di un gruppo di cinesi in visita a Milano in un giorno di nebbia meravigliati delle meneghine lamentele, loro che non vedono il cielo per davvero da autentico, greve, ammorbante e denso nebbioso smog.
Mea culpa: la nebbia cinese è il frutto della nostra delocalizzazione, dell’occidentale ottimizzare i costi scevri delle spese sociali dell’inquinamento. Abbiamo ammorbato l’aria producendo nuove, innovative e inutili consumistiche schifezze, inquinato, celato rifiuti tossici sotto al tappeto e adesso dobbiamo curare diciamo gli addetti alla produzione ma in realtà parliamo di tutta la popolazione con i relativi costi socio-sanitari.
Panacea al problema? Delocalizziamo mettendo il pattume artisticamente sotto al tappeto! Solo che prima o poi inciamperemo nel tappeto e verrà tutto a galla.
Banksy docet: infatti la Cina è vicina: Pechino-Milano express.
In c’era una volta il West (oggi Globalizzazione, Delocalizzazione etc) dell’omonino Sergio Leone il progresso in effigie ferroviarie stava arrivando e nessuno lo poteva fermare. E quando arriva il treno invece non scende nessuno. O meglio: qualcosa ci porta questo treno: obsolescenza programmata ossia sempiterni innovativi prodotti, fantastiche inutilerie e con l’avvento del digitale ecco le App. Realtà digitale nel senso che è creata DIGITANDO su una tastiera più che virtuale: quindi esiste e prende vita con la digitata!
Problema Covid? Risolviamola con una App che ci renda Immuni dal problema contingente!
Immuni da cosa? Hai difficoltà a respirare, allora mettiamo le mascherine! E ritorniamo al mettere la spazzatura sotto al tappeto! Meglio andare all’origine più che alla conseguenza finale.
Ci immunizziamo dal ricevere ad esempio (ed è solo una delle ultime tendenze) egoisticamente l’ineludibile e inutile superfluo in giornata con Amazon Prime? Immuni dal non poter attendere qualche giorno prima di ricevere a casa il frutto della obsolescenza programmata? Immuni dal volere subito che un addetto furgonizzato ci consegni SUBITO una scatola di pochi cm quadrati al domicilio? Tanto poi abbiamo la app con cui esternare erga omnes che non riusciamo a respirare, che i livelli di pm10 sono esagitati, che alleviamo intensivamente ammorbando l’aria e la falda! Tanto abbiamo la app. Che poi queste app potevano risparmiarcele: sarebbe sufficiente un cartello oppure ancora da inserire a corredo delle mascherine con una bella striscia luminosa a testo scorrevole. Oppure una sciarpa, equipollente alle mascherine in deroga! Quindi su FFP2, FFP3, mascherina chirurgica, sciarpa etc possiamo inserire un cartello e la nostra app è bella e pronta!
Torniamo al treno del progresso: dal treno dei prodotti prêt-à-porter scendono epidemie, peste e carestie: a peste, fame et app libera nos Domine! Ecco arrivare infiammazioni alle vie respiratorie; pandemie, carestia e miseria.Tutte imparentate. Ci siamo impelagati nell’inutile superfluo.
Effettivamente non è la prima influenza: dalla spagnola di lontana memoria a quelle recenti degli ultimi lustri: influenza aviaria, sars, influenza suina etc. Il DPCM impone l’isolamento. Una ibernazione dei servizi non essenziali. Solo che noi siamo la società del superfluo, campiamo di velleità prodotte, distribuite e impiegate per fare ricchezza e benessere. E adesso cosa facciamo? Di cosa viviamo? Come e cosa vendere? Mascherine speciali in deroga. Deroga nel senso che ora sono idonee proprio quelle mascherine che poc’anzi non andavano bene. E alle aziende viene chiesto di produrre mascherine in deroga con autocertificazione. Una confezione da 30 mascherine chirurgiche antea erano a 5,90 € ora quintuplicate sempre che si riesca a trovarne.
Per le aziende è una opportunità, proprio ora che tutte le attività sono state bloccate. Ecco come: autocertificare come azienda di essere in grado di produrre mascherine e allegare:
i test report delle prove svolte secondo quanto richiesto dalla UNI EN 14683 relativamente alla verifica del BFE, della differenza di pressione e del bioburden;
i test report delle prove di biocompatibilità svolte secondo la ISO 10993 (citotossicità, sensibilizzazione ed irritazione)
le etichette aggiornate con i riferimenti richiesti dalla UNI EN 14683
Ma questo è un altro discorso. Sono bricciole date in pasto a noi che subiamo. Ci hanno terrorizzato prima e reclusi poi. Cultura della paura cadenzata, ineluttabile, periodica e ineludibile.
Nel 2020 ecco arrivare Sua Maestà il Corona Virus, al secolo Covid-19:
Bando all’ironia. Attenzione che i dati sono allarmanti: è una pandemia, lo dice anche la Organizzazione MONDIALE della Sanità.
E certo che se non si fa niente. Sono ventanni che ci sono forme più o meno gravi di infiammazioni alle vie respiratorie e non si fa nulla: alleviamo intensivamente inondando di deiezioni ammoniache intere risorgive, programmiamo la produzione dell’inutile pianificandone la obsolescenza, delocalizziamo i costi socio-sanitari di produttività sconsiderate…
Soluzione? Scappiamo via. Anzi no: intopiamoci in casa!
A dicembre scoppia la epidemia. Ma permettiamo i contagi erga omnes nei PS prima di allestire appositi Triage. Infettiamo medici e operatori che a loro volta distribuiscono il virus. Non avevamo DIP e non ne abbiamo ancora. Compaiono a caro prezzo i KIT per fare i tamponi. E tra i rari sottoporsi al tampone e ancora meno con i risultati se non muoiono prima, li si lascia a casa. Paradosso: se stai male non puoi andare in PS che non ci sono posti; quando muori non ci sono dispoinibilità nei cimiteri. Poteva essere gestita seriamente e invece OMS, popolazione scettica, mancanza di prevenzione e protezioni hanno distribuito e spianato la strada alla pandemia. I numeri sono spaventosi e parziali essendo incluse solo persone sottoposte al test. Alcune aree geografiche potrebbero non mostrare dati perché non hanno pubblicato i propri dati o non li hanno aggiornati.
Ragioniamo antea Covid-19: le patologie polmonari sono responsabili di circa un sesto dei decessi in tutto il mondo e rappresentano uno tra i principali problemi della sanità mondiale.
L’impatto delle patologie polmonari è rimasto immutato sin dall’inizio del secolo ed è verosimile che la situazione non cambi ancora per vari decenni.
Le patologie polmonari causano disabilità e morte prematura, comportando un costo significativo correlato all’assistenza primaria, all’assistenza ospedaliera e ai trattamenti, nonché alla perdita di produttività sia dei pazienti che non sono in grado di lavorare, sia di coloro che perdono la vita precocemente a causa di una patologia.
Quali sono: asma infantile e negli adulti, bronchiectasie, cancro al polmone, disturbi respiratori nel sonno, fibrosi cistica, infezioni acute del tratto respiratorio inferiore, interstiziopatie polmonari, malattie polmonari professionali e malattia vascolare polmonare.
Quest’ultima inficia il funzionamento degli alveoli a danno della ossigenazione del sangue, quindi richiedendo la immediata intubazione e ventilazione forzata.
Tappati in casa, lavoro smart-working, integrazione al reddito di 600 euro cadauno per andare avanti. Ma andare dove? Ci sarà una app anche per rimettere in funzione la produzione, il lavoro che poi sono consumi e produzione?
Che senso ha dare 600€ cadauno quando poi non mettiamo la popolazione in condizioni di riprendere a lavorare? Attenzione che tanti 600€ sono 9 mld con cui potevansi comprare illo tempore DIP da distribuire gratuitamente in strade, metropolitane, farmacie, supermercati etc.
Abbiamo perso operatori sanitari per non averli protetti. Abbiamo perso la storia delle tradizioni falcidiando gli ospiti delle RSA.
Ci sono delle precise responsabilità: non avevamo posti letto, non c’erano DIP e non ce ne sono ancora.
Ecco arrivare Comitati scientifici, redivivi consulenti ai tempi impelagati in appaltati reati della res publica, salvatori della situazione e della consulenza…
Liberateci da tutto e da tutti. Lasciateci affrontare il Signor 19.
Una vera rivoluzione
copernicana è esplosa con l’avvento del testo Internet e del concetto di link e
iperlink: alla tradizionale comunicazione schematica, programmatica,
argomentativa e piana nel senso di tendente al piatto è subentrato il concetto
di saltare da un concetto all’altro attraverso il link. E’ il nuovo argomentare
caracollando tra argomentazioni le più varie, nel senso che si inizia da un
concetto per poi saltare a link e poi ancora ad altri link. Collegare pagine,
quindi concetti e informazioni attraverso il nuovo metodo che l’informatica
mette a disposizione. Era il lontano 1993 quando Mani Pulite in tribunale
fascicolava e archiviava con i primi pc le carte processuali, allorchè un
perfetto sconosciuto quale Antonio Di Pietro riusciva a ricordare a memoria e
collegare tutta una serie imponente di informazioni. Fu il primo a utilizzare
questo metodo con effetti devastanti, al punto da far cadere la 1° Repubblica,
come si disse allora!
Da allora si sono
dipanati tanti eventi e molte cose non sono più state le stesse; non solo la 1°
Repubblica, ma il concetto stesso di cultura e di comunicazione.
In informatica, un
collegamento ipertestuale che in inglese si dice hyperlink o come spesso è chiamato
anche in italiano quale link è un rinvio da un’unità informativa quali pagine, documenti,
immagini, etc. da una pagina digitale ad un’altra.
Importante precisare
che si tratta di pagine e quindi realtà digitali più che virtuali, nel senso
che sono digitalizzate! È ciò che caratterizza la non linearità dell’informazione
propria di un ipertesto. Un collegamento ipertestuale ha lo scopo di condurre
ad ulteriori unità informative a partire da una qualunque unità ad esse
correlata. E’ quindi un modo per saltare da un argomento all’altro: la stessa
scuola è recentemente passata dalla programmazione ministeriale al concetto di
curricolo e dell’autonomia!
Ipertesto
meccanico: la Ruota dei Libri
Agostino Ramelli,
ingegnere svizzero-italiano nato nel 1531, ideò la Ruota dei Libri, un leggìo
multiplo rotante, ideato per consentire l’agevole lettura contemporanea di più
testi e che si può considerare una prima forma di ipertesto, con tutte le
limitazioni che la meccanica del sistema imponeva. Era un interessante metodo
per collegare e rendere immediatamente fruibili più libri a un medesimo
lettore.
Parliamo della prima
metà del 1500 e la “ruota dei libri” era una innovazione importante. A seguire
una raffigurazione stilizzata in un possibile contesto di una moderna analogica
biblioteca; analogica e non digitale!
Un ipertesto è un
insieme di documenti messi in relazione tra loro per mezzo di parole chiave,
con una parola che diventa argomento a se stante se decontestualizzato dalla
compagine e che prende vita propria: un link di una pagina che diventa una
nuova pagina cioè.
L’ipertesto può quindi essere
visto come una rete di computer nella quale i documenti ne costituiscono i
nodi. La caratteristica principale di un ipertesto è che la lettura può
svolgersi in maniera non lineare: qualsiasi documento della rete può essere
successivo, in base alla scelta del lettore di quale parola chiave usare come
collegamento. È possibile, infatti, leggere all’interno di un ipertesto tutti i
documenti collegati alla relativa parola chiave linkata o meglio marchiata come
link argomentativo. La scelta di una parola chiave diversa porta all’apertura
di un documento diverso: all’interno dell’ipertesto sono possibili praticamente
infiniti percorsi di lettura con ohni link che assume vita propria in una nuova
pagina.
Ipertesto
digitale e analogico
Il concetto di link
trova la sua massima espressione nella realtà digitalizzata per tutta una serie
di motivazioni sia di forma che per contenuti: l’ipertesto informatico è la
versione di ipertesto più usata e più diffusa oggi, sia perché il computer ha
automatizzato il passaggio da un documento all’altro, ma anche perché i
documenti sono leggibili a video grazie a un’interfaccia elettronica. Le parole
chiave contenute a video appaiono marcate/sottolineate/evidenziate in maniera
da renderle riconoscibili e manifeste anche sotto forma di icona o d’immagine
oltre che di link. Attivando il link si ottiene immediatamente l’apertura di un
altro documento, che si può trovare sullo stesso server o altrove. Quindi le
parole chiave funzionano come collegamenti ipertestuali (hyperlink in inglese),
che consentono all’utente di navigare verso informazioni aggiuntive.
Con l’avvento
dell’ipertesto, cadono tutti i limiti dei testi tradizionali che la ruota dei
libri cercava di ovviare; è una rivoluzione copernicana che fagocita le
barriere del testo aprendolo a una compagine di link illimitata e di fatto e
rendendolo libero e quindi senza confini.
Il
web ex cattedra
Dopo la nascita del
World Wide Web nel 1993, l’ipertesto ha avuto un notevolissimo sviluppo,
liberando tutto il sapere allora imbrigliato da limitazioni fisiche e di spazio.
Tutto il web, infatti, è stato concepito dal suo inventore, l’inglese Tim
Berners-Lee, come un ipertesto globale in cui tutti i siti mondiali possono
essere consultati da tutti: non più il limitato concetto di leggere ma quello
di navigare e in modo da salterellare da un link a un altro, di un caracollare
cioè senza confini e senza limiti. La pagina web è il singolo documento e la navigazione
è il passaggio da un sito all’altro tramite i link, ma anche da una pagina
all’altra dello stesso sito o in un’altra parte della stessa pagina.
L’interfaccia per visualizzare i siti web e le pagine ipertestuali contenute è
il browser, il visualizzatore, l’imbarcazione con la quale caracollare tra i
flutti nel mare di Internet.
I collegamenti
ipertestuali furono concepiti negli anni sessanta, ma l’ipertesto potè
esprimersi e assurgere alla diffusione odierna solo con l’espansione di
Internet e del World wide web, dove i collegamenti ipertestuali uniscono come
una miriade di fili gli innumerevoli siti della rete. Senza i collegamenti,
infatti, gran parte della funzionalità e praticità di Internet verrebbe a mancare,
allontanando gli utenti meno pratici.
Esplosione
di contenuti e i motori di ricerca
Con una tale esplosione
di contenuti, quello che per le biblioteche tradizionali cartacee erano gli
archivi dei titoli, è impersonato dai motori di ricerca, ossia server deputati
a indicizzare lo scibile digitalizzato o meglio pubblicato. Il primo motore di
ricerca fu Altavista che i tecnici della Digital, da me conosciuti
personalmente, avevano messo su con computer dismessi attraverso il concetto
della Virtual Memory System. Ai tempi la ram o memoria di lavor era un
componente hardware molto costoso e quindi il sistema operativo (VMS e OpenVMS
della Digital) deputavano parte di disco a funzioni di memoria di lavoro.
Dopo alcune prove
all’interno della Digital, il 15 dicembre 1995 Altavista fu reso disponibile al
pubblico ed ebbe un successo strepitoso dovuto alla velocità di risposta,
praticamente immediata. In un solo anno raggiunse la vetta dei 25 milioni di
utenti mensili, superando Excite e Lycos.
Le vicende successive
non furono tuttavia fortunate, a causa di scelte strategiche dimostratesi non
appropriate e ai cambi di proprietà. Nel 1996 divenne fornitore esclusivo delle
ricerche di Yahoo!. Nel 1998 la Digital venne acquistata dalla Compaq e
AltaVista diventò un portale.
Alla fine del 2002 ci
fu un suo rilancio con la nascita del primo traduttore automatico nelle
principali lingue europee, accessibile a tutti: Babel Fish, primo ad offrire
traduzioni in tempo reale di pagine web. Fu anche il primo motore di ricerca di
immagini e anche il primo motore di ricerca multilingue. L’ascesa di Google
fermò questi tentativi di recupero di fette di mercato.
Nel 2003 Altavista
diventò proprietà di Yahoo!, quando questa acquisì Overture. Il database e
parte delle tecnologie di ricerca di Altavista confluirono successivamente in
Yahoo! Search. Il 31 gennaio 2009 scompare dal sito la sezione di ricerca
dedicata ai contenuti video. Nel 2010 Yahoo! procede alla progressiva
integrazione dei propri servizi di ricerca trasformando Altavista in una
semplice interfaccia alternativa per l’accesso a Yahoo! Search.
Yahoo!, sotto la guida
del CEO Marissa Mayer, ha deciso di chiudere il servizio l’8 luglio 2013. La
società ha deciso di chiudere altri 11 servizi fra il 28 giugno e il 28 settembre
2013.
Il sistema di ricerca
di pagine su Internet era un esercizio di potenza per il nuovo calcolatore;
AltaVista era (prima dell’avvento di Google), infatti, il più rapido motore di
ricerca presente sul mercato, con un tempo medio di ricerca di circa 0,7
secondi.
Altavista inizialmente
organizzato come sopra (era il 22 ottbre 1996) si orientava man mano verso
categorie, quindi spianando la strada a Yahoo! Che faceva della ricerca
manuale/umana il punto di forza come da immagine come da home page dell’11
aprile 2001 che segue. Google e l’algoritmo di ponderazione dei contenuti, tra
cui i link arriverà dopo.
Il primo Google
pubblicato risale all’11 novembre 1998 come si vede dalla home page seguente:
Orbene ritorniamo al
concetto di ipertesto da cui siamo partiti e che vogliamo analizzare. Il testo
che contiene un collegamento o link a un’altra pagina è denominato in inglese
anchor text. Normalmente i motori di ricerca tengono molto conto di questo fattore.
I termini che fanno da ancora vengono considerati quasi come se fossero delle
parole chiave.
Motori
di ricerca, digitalizzazione e profilazione
L’approccio, molto
diffuso, di pubblicare in un sito dei collegamenti diretti a pagine interne di
un altro sito è detto deep linking, e non sempre è pratica permessa: ci sono
alcuni siti che vietano i collegamenti profondi, costringendo quindi i
visitatori a cercare la pagina dove sarebbero dovuti venir rimandati dal sito
di provenienza.
I motivi di questo tipo
di divieti possono essere facilmente di natura economica, dal momento che un
utente, se costretto a trovare un articolo in un sito anziché avere il
collegamento già pronto, probabilmente vedrà più pagine di quello stesso sito,
e quindi più pubblicità in forma di banner o di profilazione utenze come
insegna il recente caso Cambridge Analytica è una società di consulenza
britannica che combina il data mining, l’intermediazione dei dati e l’analisi
dei dati con la comunicazione strategica per gli usi i più diversi, comportando
quindi più guadagni per il gestore del sito contenente la pagina desiderata.
A volte, specie in siti
aggiornati di frequente come possono essere i Blog, viene reso disponibile un
collegamento permanente, abbreviato in permalink che è un collegamento
garantito diuturno nel tempo, e che porterà all’articolo desiderato anche quando
questo sarà considerato vecchio e quindi non più facilmente raggiungibile
perché sostituito in visibilità da altri articoli più recenti.
Le specifiche di HTML 5
consentono le seguenti due operazioni:
prefetching: istruire il browser a precaricare
e salvare nel computer dell’utente l’URL di primo livello;
prerendering: istruire il browser a precaricare
e salvare nel computer dell’utente tutte le URL associate a un determinato
link, prima che questo sia aperto col doppio click dell’utente.
In questo modo l’utente
avrà l’esperienza di una navigazione più veloce, ottimizzando l’uso della banda
disponibile nei momenti di inattività legati alla permanenza in una pagina web.
In questa rivoluzione
di contenuti dovuta all’ipertesto, tutte queste nuove informazioni ci
avvolgono, permeano e trasformano gli utenti in immigrati digitali e nativi
digitali o millennials.
Ma come cambia il modo
di studiare sotto questo bombardamento di ipertesto?
Il concetto di
biblioteca o più in piccolo di enciclopedia è superato! Anche le vecchie
biblioteche nelle quali andavamo a consultare gli archivi al fine di trovare la
collocazione fisica del volume che andremo poi a consultare diventa tarda,
tardiva, dispersiva, lenta e obsoleta. Tutto lo scibile è digitalizzato e
disponibile con un dito su pc e minipc o
smartphone. Anche girovagare diventa digitale e satellitare con la estinzione
delle cartine e dei tutto-città a consultazione manuale.
Millennials
e cognitivismo tra pari
I tempi cambiano e la
fruibilità dei servizi si digitalizza e innova. Come cambia l’utenza? Evidente
che cambia: ma questi cambiamenti sono al tempo stesso innovativi, limitativi
ma anche diversi.
Da un lato Simon Sinek
declina i Millennials come pigri, eterni insoddisfatti e social-dipendenti e la
colpa è dei genitori.
D’altro canto la rete è
piena di guide, tutorial e mappe logiche e mentali di studenti per altri
studenti nel senso di un non più verticistico (=divulgazione dalla cattedra)
client-server in luogo di un peer to peer (alla pari tra studenti).
Il termine peer to peer
nasce in informatica quale forma di democraticità alla pari, svincolata dall’uno
che parla e gli altri ascoltano in luogo di un concetto da Polis dove tutti
possono essere client ma anche server.
Peer-to-peer
(P2P) o rete paritaria o paritetica, in informatica,
è un’espressione che indica un modello di architettura logica di rete informatica in
cui i nodi non sono gerarchizzati
unicamente sotto forma di client o server fissi
(clienti e serventi), ma sotto forma di nodi equivalenti o paritari (in
inglese peer) che possono cioè fungere sia da client che da server verso
gli altri nodi terminali (host) della rete.
Mediante questa
configurazione qualsiasi nodo è in grado di avviare o completare una transazione. I nodi equivalenti
possono differire nella configurazione locale, nella velocità di elaborazione,
nella ampiezza di banda e nella quantità
di dati memorizzati. L’esempio classico di P2P è la rete per la condivisione di
file (File sharing). In breve, ogni nodo non è
esclusivamente client o server, ma può essere entrambi.
Utenza Millennials da
limite a risorsa
Da un lato su Facebook migliaia di visualizzazioni e commenti per
l’intervista di Simon Sinek, esperto di marketing e autore di diversi libri
motivazionali: “I ragazzi nati dagli anni Ottanta sono incapaci di raggiungere
una vera gratificazione” e poi ancora «Vogliono un lavoro che abbia uno scopo.
Giusto. Vogliono lasciare il segno, qualsiasi cosa significhi. Per qualche
ragione però, i Millennials non sono comunque felici. Troppi sono
cresciuti con strategie fallimentari di educazione familiare: è sempre
stato detto loro che erano speciali. Che potevano avere tutto quello che volevano
dalla vita. Abbiamo dato loro medaglie, anche per arrivare ultimi. E così
quando entrano nel mondo reale, l’immagine che hanno di se stessi si sgretola».
Secondo Sinek, la Generazione Y cresce «in un mondo di Facebook e
Instagram, dove per tutto c’è un filtro». Insomma «siamo bravi a mostrare
alla gente che la vita è magnifica, anche se siamo depressi».
La dipendenza dalla tecnologia
Secondo gli studi di David Greenfield, professore di psichiatria all’Università del Connecticut, l’attaccamento allo smartphone è molto simile a tutte le altre dipendenze, perché causa delle interferenze nella produzione della dopamina, il neurotrasmettirore che regola il circuito celebrale della ricompensa: in altre parole, incoraggia le persone a svolgere attività che credono gli daranno piacere.
Così ogni volta che vediamo apparire una notifica sul cellulare, che sia un messaggino o una nuova e-mail, sale il livello di dopamina, perché pensiamo – anche se sarebbe il caso di dire, speriamo – che ci sia in serbo per noi qualche cosa di nuovo e interessante. Il problema però è che non possiamo sapere in anticipo se accadrà davvero qualche cosa di bello, così si ha l’impulso di controllare in continuazione.
L’esperto di marketing e autore di molti libri motivazionali Simon Sinek lo scorso settembre ha partecipato a un incontro del portale Inside Quest, poi sottotitolato e pubblicato nei giorni scorsi sulla pagina Facebook del blog dedicato alla crescita personale Efficacemente: la sua testimonianza sulle difficoltà e sulle paure dei Millennials, la generazione nata trai primi anni Ottanta e gli anni Duemila ha collezionato migliaia di visualizzazioni e centinaia di commenti.
Conclusioni
La rivoluzione
copernicana alla quale assistiamo nasce e si alimenta da questa nuova forma di
conoscenza che è qualcosa che l’individuo costruisce nel tentativo di dare
senso alle proprie esperienze derivante dalla convinzione dell’impossibilità
dell’individuo di conoscere la realtà oggettiva.
L’apprendimento non è
dunque da intendersi conseguenza diretta delle informazioni veicolate
dall’insegnante: al contrario, l’allievo costruirebbe il proprio conoscere
elaborando le informazioni nei termini ed in funzione dei propri modelli
mentali e di conoscenza intese in schemi di conoscenze ma anche in sistemi di
credenze e categorie. Non sono i dati in se stessi ad avere potere informativo,
in quanto la funzione principale l’hanno i modelli che governano il modo con
cui tali dati sono elaborati. La Peer Education nasce
quindi come progetto educativo teso a promuovere un rapporto tra giovani e adulti
nel quale ognuno possa preservare la propria identità ed il proprio ruolo. Il rapporto educativo viene inteso come
un’esperienza democratica, nella quale l’interazione fra educatori ed
“allievi” viene regolata dalla simmetria, dall’eguaglianza, dalla
complementarità e dal mutuo controllo (laddove invece il rapporto educativo
classico risulta essere asimmetrico, ed il potere che vi si concentra tende a
collocarsi da una sola parte). Questo non significa che la Peer Education
intenda mettere in discussione i metodi tradizionali di insegnamento, né che
pretenda di sostituirsi ad essi: l’educazione tra pari punta invece ad affiancare
il consueto modello di rapporto insegnante/allievo, limitandosi ad intervenire
in settori definiti. Il terreno di intervento della Peer Education, dal punto
di vista dei contenuti, è individuabile nell’ambito del “comportamento
consapevole”: l’educazione tra pari ha insomma l’obiettivo di trasferire
informazioni ma soprattutto consapevolezza, e si basa sul principio
riconosciuto che i modelli di comportamento dei giovani vengono appresi più
facilmente all’interno di gruppi di coetanei che nel tradizionale rapporto
educativo genitore-figlio o insegnante-allievo, e che dunque l’efficacia
dell’influenza dei pari, anche su argomenti importanti (ad es. l’educazione
alla salute) sia di gran lunga superiore a quella prodotta dagli interventi degli adulti
Docente
facilitatore digitale
Nel rivestire il ruolo
di educatori, infatti, i ragazzi hanno un’importante occasione per smettere gli
abiti consueti dello studente (inteso come il semplice destinatario
dell’insegnamento degli adulti) e per assumere un ruolo responsabile e
propositivo, nel quale ciascuno possa misurare le proprie capacità di
comunicazione e – nel confrontarsi con le risposte che gli vengono dai compagni
– verificare gli effetti concreti del proprio lavoro.
Dal punto di vista dei
Peer Educators, la conoscenza delle nozioni da trasmettere ai propri compagni
costituisce soltanto uno degli aspetti della loro esperienza di educatori: un
aspetto certo fondamentale, ma probabilmente non il più importante.
Il lavoro formativo
svolto con i ragazzi negli incontri di preparazione alla Peer Education, più
che a fornire loro i contenuti che dovranno trasferire nelle classi, punta a
sviluppare e potenziare la loro capacità di relazionarsi con se stessi e con
gli altri: il focus dunque non è tanto sul che cosa comunicare, ci si preoccupa
piuttosto del come.
Gli educatori fra pari,
infatti, non sono dei semplici trasmettitori di informazioni precostituite.
Essi, piuttosto, si riconoscono come dei soggetti liberi, responsabili, capaci
di compiere autonomamente le loro osservazioni e rielaborazioni.
In questa compagine il
ruolo degli adulti è inizialmente quello di facilitatori per poi passare a un
genuino peer to peer.
Utenti che diventano
autori di mappe
Alle mappe concettuali
e mentali propriamente adibite al sostegno all’insegnamento si affiancano anche
quelle strutturali che rappresentano una evoluzione delle mappe concettuali,
utilizzate soprattutto a livello scolastico. Queste mappe si propongono di
rappresentare le relazioni che si stabiliscono tra i concetti principali di una
unità di apprendimento. L’uso dell’aggettivo strutturale è dovuto alla loro
caratteristica di sintetizzare e mostrare la struttura dell’informazione.
Permette agli studenti di studiare e memorizzare con maggiore efficacia il
materiale di studio, si possono dividere in due grandi famiglie:
mappe per comunicare, che vengono
costruite utilizzando le conoscenze acquisite (mappe concettuali, mappe
mentali, mappe cognitive)
mappe per apprendere che servono alla
comprensione e/o alla verifica di nuovi campi di conoscenza (mappe
strutturali).
Lo sviluppo delle mappe
è dovuto anche alla automazione e facilità di produzione in virtù dei programmi
liberamente fruibili, tra i quali software troviamo:
IHMC Cmap Tools: prodotto gratuito per
usi educativi e privi di fini di lucro e disponibile per diversi sistemi
operativi.
compendium: prodotto open source,
disponibile per quasi tutti i sistemi operativi.
XMind, prodotto open source
multipiattaforma in grado di gestire diversi tipi di diagrammi e mappe.
BrainVizing[2]: applicazione open source
che sfruttando le capacità di GraphViz[3] (altra applicazione open source)
consente di realizzare mappe mentali in forma incrementale, e di produrle in
sequenze che ne illustrano la definizione collegamento dopo collegamento.
Fabulinus è una applicazione web
gratuita, in italiano, che favorisce l’apprendimento significativo attraverso
la creazione online di semplici mappe concettuali.
Ma non solo la produzione di mappe acquista valore e
consistenza, quanto la pubblicazione nei vari siti sia lato sostegno DSA quali mappe-scuola.com
e dislessia.it etc ma anche in quelli degli studenti come studenti.it,
scuolissima.it, . Tale fenomeno innesca il concetto del peer to peer con
studenti utenti che diventano anche autori in un contesto del tutto nuovo di
cooperative learning.
Siamo al nuovo e odierno concetto dello studente che
acquisisce competenze e insegna attraverso mappe e video tutorial.
La social-dipendenza dei/nei Millennials da limite a risorsa.
saggio
breve di Nicola LEONE
Da
un lato Simon Sinek declina i Millennials come pigri, eterni insoddisfatti e
social-dipendenti e la colpa è dei genitori.
D’altro
canto la rete è piena di guide, tutorial e mappe logiche e mentali di studenti
per altri studenti nel senso di un non più verticistico (=divulgazione dalla
cattedra) client-server in luogo di un peer to peer (alla pari tra studenti).
Il termine peer to peer nasce in informatica quale
forma di democraticità alla pari, svincolata dall’uno che parla e gli altri
ascoltano in luogo di un concetto da Polis dove tutti possono essere client ma
anche server.
Peer-to-peer
(P2P) o rete paritaria o paritetica, in informatica,
è un’espressione che indica un modello di architettura logica di rete informatica in
cui i nodi non sono gerarchizzati
unicamente sotto forma di client o server fissi
(clienti e serventi), ma sotto forma di nodi
equivalenti o paritari (in inglese peer) che possono cioè
fungere sia da client che da server verso gli altri nodi terminali (host) della rete.
Mediante questa
configurazione qualsiasi nodo è in grado di avviare o completare una transazione. I nodi equivalenti
possono differire nella configurazione locale, nella velocità di elaborazione,
nella ampiezza di banda e nella quantità
di dati memorizzati. L’esempio classico di P2P è la rete per la condivisione di
file (File sharing). In breve, ogni nodo non è
esclusivamente client o server, ma può essere entrambi.
Da un lato su Facebook migliaia di visualizzazioni e commenti per
l’intervista di Simon Sinek, esperto di marketing e autore di diversi libri
motivazionali: “I ragazzi nati dagli anni Ottanta sono incapaci di raggiungere
una vera gratificazione” e poi ancora «Vogliono un lavoro che abbia uno scopo.
Giusto. Vogliono lasciare il segno, qualsiasi cosa significhi. Per qualche
ragione però, i Millennials non sono comunque felici. Troppi sono
cresciuti con strategie fallimentari di educazione familiare: è sempre
stato detto loro che erano speciali. Che potevano avere tutto quello che
volevano dalla vita. Abbiamo dato loro medaglie, anche per arrivare ultimi. E
così quando entrano nel mondo reale, l’immagine che hanno di se stessi si
sgretola».
Secondo Sinek, la Generazione Y cresce «in un mondo di Facebook e
Instagram, dove per tutto c’è un filtro». Insomma «siamo bravi a mostrare
alla gente che la vita è magnifica, anche se siamo depressi».
La
dipendenza dalla tecnologia
Secondo
gli studi di David Greenfield, professore di psichiatria all’Univeristà del
Connecticut, l’attaccamento allo smartphone è molto simile a tutte le
altre dipendenze, perché causa delle interferenze nella produzione della
dopamina, il neurotrasmettirore che regola il circuito celebrale della
ricompensa: in altre parole, incoraggia le persone a svolgere attività che credono
gli daranno piacere.
Così
ogni volta che vediamo apparire una notifica sul cellulare, che sia un
messaggino o una nuova e-mail, sale il livello di dopamina, perché pensiamo –
anche se sarebbe il caso di dire, speriamo – che ci sia in serbo per noi
qualche cosa di nuovo e interessante. Il problema però è che non possiamo
sapere in anticipo se accadrà davvero qualche cosa di bello, così si ha
l’impulso di controllare in continuazione.
L’esperto
di marketing e autore di molti libri motivazionali Simon Sinek lo
scorso settembre ha partecipato a un incontro del portale Inside
Quest, poi sottotitolato e pubblicato
nei giorni scorsi sulla pagina Facebookdel
blog dedicato alla crescita personale Efficacemente: la sua testimonianza sulle difficoltà e sulle paure dei
Millennials, la generazione nata trai primi anni Ottanta e gli anni Duemila ha
collezionato migliaia di visualizzazioni e centinaia di commenti.
La rivoluzione
copernicana alla quale assistiamo nasce e si alimenta da questa nuova forma di
conoscenza che è qualcosa che l’individuo costruisce nel tentativo di dare
senso alle proprie esperienze derivante dalla convinzione dell’impossibilità
dell’individuo di conoscere la realtà oggettiva.
L’apprendimento non è
dunque da intendersi conseguenza diretta delle informazioni veicolate
dall’insegnante: al contrario, l’allievo costruirebbe il proprio conoscere
elaborando le informazioni nei termini ed in funzione dei propri modelli
mentali e di conoscenza intese in schemi di conoscenze ma anche in sistemi di
credenze e categorie. Non sono i dati in se stessi ad avere potere informativo,
in quanto la funzione principale l’hanno i modelli che governano il modo con
cui tali dati sono elaborati. La Peer Education nasce
quindi come progetto educativo teso a promuovere un rapporto tra giovani e adulti
nel quale ognuno possa preservare la propria identità ed il proprio ruolo. Il rapporto educativo viene inteso come
un’esperienza democratica, nella quale l’interazione fra educatori ed
“allievi” viene regolata dalla simmetria, dall’eguaglianza, dalla
complementarità e dal mutuo controllo (laddove invece il rapporto educativo
classico risulta essere asimmetrico, ed il potere che vi si concentra tende a
collocarsi da una sola parte). Questo non significa che la Peer Education
intenda mettere in discussione i metodi tradizionali di insegnamento, né che
pretenda di sostituirsi ad essi: l’educazione tra pari punta invece ad
affiancare il consueto modello di rapporto insegnante/allievo, limitandosi ad intervenire
in settori definiti. Il terreno di intervento della Peer Education, dal punto
di vista dei contenuti, è individuabile nell’ambito del “comportamento
consapevole”: l’educazione tra pari ha insomma l’obiettivo di trasferire
informazioni ma soprattutto consapevolezza, e si basa sul principio
riconosciuto che i modelli di comportamento dei giovani vengono appresi più
facilmente all’interno di gruppi di coetanei che nel tradizionale rapporto
educativo genitore-figlio o insegnante-allievo, e che dunque l’efficacia
dell’influenza dei pari, anche su argomenti importanti (ad es. l’educazione
alla salute) sia di gran lunga superiore a quella prodotta dagli interventi degli adulti
Nel
rivestire il ruolo di educatori, infatti, i ragazzi hanno un’importante occasione
per smettere gli abiti consueti dello studente (inteso come il semplice
destinatario dell’insegnamento degli adulti) e per assumere un ruolo
responsabile e propositivo, nel quale ciascuno possa misurare le proprie
capacità di comunicazione e – nel confrontarsi con le risposte che gli vengono
dai compagni – verificare gli effetti concreti del proprio lavoro.
Dal
punto di vista dei Peer Educators, la conoscenza delle nozioni da trasmettere
ai propri compagni costituisce soltanto uno degli aspetti della loro esperienza
di educatori: un aspetto certo fondamentale, ma probabilmente non il più
importante.
Il
lavoro formativo svolto con i ragazzi negli incontri di preparazione alla Peer
Education, più che a fornire loro i contenuti che dovranno trasferire nelle
classi, punta a sviluppare e potenziare la loro capacità di relazionarsi con se
stessi e con gli altri: il focus dunque non è tanto sul che cosa comunicare,
ci si preoccupa piuttosto del come.
Gli
educatori fra pari, infatti, non sono dei semplici trasmettitori di
informazioni precostituite. Essi, piuttosto, si riconoscono come dei soggetti
liberi, responsabili, capaci di compiere autonomamente le loro osservazioni e
rielaborazioni.
In
questa compagine il ruolo degli adulti è inizialmente quello di facilitatori
per poi passare a un genuino peer to peer .
Il tema della fortuità
ha da sempre avuto un suo proprio fascino. In molta parte dell’agire umano è
riscontrabile quel quid imprevedibile e difficilmente estrapolabile che
chiamiamo distrattamente Superstizione, al più Fortuna, se non Raccomandazione
e meglio ancora Familismo.
Già Pindaro cantava con
ineluttabile dire che:
“Nelle
azioni è il Caso che decide
La
vittoria. Di sforzi
Non
fare spreco”
Ora accostiamo in una
iperbolica curva il tema della Raccomandazione nel senso di Familismo e poniamo
il tutto in una dimensione di voluta arretratezza.
L’intera società
italiana ha adottato da tempo quello che nel 1958 il sociologico Edward C.
Banfield definì familismo amorale che, unito alla cooptazione, porta gli stupidi
ai posti di comando. Ne deriva una profonda arretratezza culturale che è
contestualmente accettata e interpretata come (s)Fortuna, ma anche
Raccomandazione e quindi Familismo.
Ad esempio la qualità
ed efficienza dei servizi pubblici in Italia, soprattutto nel meridione, sono
da sempre oggetto di lamentele e proteste. Se in alcuni casi gli italiani hanno
piena ragione, in altri casi il loro giudizio è ingeneroso e contrasta con
valutazioni oggettive. Una marcata discrepanza tra il giudizio popolare e
quello oggettivo costituisce un problema di studio per la psicologia sociale.
Molti spunti di riflessione possono essere tratti da un’importante ricerca di
Edward C. Banfield pubblicata nel libro The moral basis of a backward society
(Free Press, Usa). Lo studio fu condotto sessant’anni fa in un paese della
Basilicata, nascosto sotto il nome fittizio di Montegrano, usando metodiche
avanzate (per l’epoca) che includevano il test di appercezione tematica (TAT),
e interviste strutturate e non strutturate. Banfield, con la moglie (italiana)
e i due figli, rimase a Montegrano per quasi un anno.
Lo studio di Banfield
costituisce certamente uno dei più interessanti e originali contributi alla
questione meridionale, almeno pari, se non superiore, a quelli di Giustino
Fortunato, Gaetano Salvemini, Antonio Gramsci e Carlo Levi (autori che Banfield
conosceva bene).
La tesi centrale dello
studio è che, accanto alle problematiche precedentemente individuate, ne esiste
una socio-culturale, non individuata in precedenza, che Banfield chiama
familismo amorale: “… i montegranesi si comportano come se seguissero la
seguente regola: massimizza il guadagno materiale, a breve termine, della tua
famiglia ristretta; assumi che tutti gli altri facciano lo stesso” (p. 83).
Le regole del familismo
amorale, come si vede, sono in effetti due: la prima indica all’individuo cosa
fare; la seconda gli offre un facile modo per interpretare il comportamento
altrui e relazionarsi con la società. Sebbene entrambe siano deleterie per il
progresso socio-economico a medio o lungo termine, la seconda è particolarmente
dannosa, perché inquina i rapporti sociali ed impedisce che si formi un
rapporto di collaborazione e fiducia con il governo e le istituzioni locali o
nazionali: “… la dichiarazione di una persona o di una istituzione, di essere
ispirata dall’interesse per la cosa pubblica, anziché per il proprio, è vista
come una frode” (p. 95); “in una società di familisti amorali sarà opinione
comune che chi esercita il potere sia egoista e corrotto… il votante userà il
voto … per punire” (p. 99). Non è in discussione, evidentemente, l’esistenza di
funzionari pubblici corrotti e di servizi inefficienti (ampiamente analizzati
da Banfield), ma l’idea che tutti i funzionari siano necessariamente corrotti e
tutti i servizi necessariamente inefficienti e meritevoli di punizione; e non
di rado i paesani intervistati da Banfield esprimevano ammirazione per il
regime fascista (al potere fino a dieci anni prima dello studio) ritenuto
capace di controllare e punire i suoi funzionari.
In effetti, la
collaborazione tra gli operatori e gli utenti del servizio è essenziale ai fini
della qualità del risultato e nessun servizio può funzionare correttamente se è
disprezzato dagli utenti.
Banfield riteneva che
due fattori causali fossero specialmente importanti nel determinare questo
atteggiamento: la povertà e l’elevato tasso di mortalità, che cooperano nel
produrre una condizione psicologica di perenne apprensione e inducono
l’individuo a privilegiare scelte a breve termine. Poiché oggi le condizioni
economiche sono migliorate, e l’aspettativa di vita è aumentata, la forma
culturale del familismo amorale dovrebbe pian piano scomparire. Ma la cultura
popolare cambia lentamente e non è difficile riconoscere i modi di pensare
descritti nel libro di Banfield nella società contemporanea. Non si può non
notare, ad esempio il desiderio di punizione nei confronti dei dipendenti pubblici
(privilegiati) che anima tanti cittadini o la diffusa opinione che, se esistono
realtà di eccellenza in questo paese, esse siano tutte concentrate in
pochissime istituzioni tutte rigorosamente localizzate a nord del Po.
Da ultimo il film di
Checco Zalone dal titolo Quo Vado?
meglio noto come Il Posto Fisso rende giustizia a una immeritata fama, il quale
da ragazzo pugliese che ha realizzato tutte le aspettative che aveva dalla sua
vita: voleva vivere sempre con i suoi genitori per evitare una costosa
indipendenza e ci è riuscito; non voleva mai sposarsi ma essere eternamente
fidanzato per evitare le responsabilità del matrimonio, e ce l’ha fatta;
sognava da sempre un lavoro sicuro ed è riuscito a ottenere un posto fisso
nell’ufficio provinciale caccia e pesca,
in cui timbra le licenze di cacciatori e pescatori.
In questo modo Checco affronta
una vita che fa invidia a tutti. Un giorno però tutto cambia: nel 2015 il
governo vara la riforma della pubblica amministrazione, riforma che ha una
componente fondamentale nel voler risparmiare sui posti fissi, eliminandone
molti. Convocato al ministero dalla spietata dirigente dottoressa Sironi,
Checco è messo di fronte a una scelta difficile: lasciare il posto fisso o
mantenerlo venendo messo in mobilità e trasferito lontano da casa. Per Checco
il posto fisso è sacro, quindi accetta il trasferimento.
Per convincerlo a
dimettersi, la dottoressa Sironi lo fa trasferire di volta in volta in diverse
località a ricoprire i ruoli più improbabili, lontani e pericolosi, ma Checco
si ambienta in ogni luogo e resiste a tutto, senza cedere alle offerte sempre
più remunerative della Sironi, come consigliato dal suo idolo, l’anziano
senatore Nicola Binetto.
A un certo punto la
Sironi, stanca e infuriata, pur di farlo dimettere lo fa trasferire nel remoto
arcipelago delle Svalbard,
in Norvegia,
in una base scientifica italiana,
con il compito di difendere i ricercatori dagli attacchi degli orsi polari.
Proprio quando è sul punto di abbandonare il suo amato posto fisso, Checco
conosce la dottoressa Valeria Nobili, una ricercatrice che lavora lì, e si
innamora di lei.
Checco si ambienta
all’estrema civiltà e al rigore verso le leggi tipiche del nord, e vi resta
fino a quando, devastato dall’inverno norvegese, decide di ritornare in Italia.
Allora la Sironi, pressata dal ministro, lo trasferisce in Calabria. Checco vi
si ambienta subito, porta Valeria e i suoi figli con lui e fondano insieme una
clinica per animali, che però dura poco: senza fondi, Valeria decide di
espatriare di nuovo assieme ai figli.
A quel punto, però, le
peripezie di Checco hanno fine: la dottoressa Sironi, rea di non essere
riuscita a far dimettere Checco, viene trasferita a Bolzano, mentre il
protagonista torna a lavorare all’ufficio caccia e pesca della sua provincia in
Puglia, ora città metropolitana. A quel punto, però,
Checco riceve una chiamata da Valeria, che lo informa di essere in Africa e
in attesa di una figlia di cui lui è il padre.
Checco riesce a
raggiungere Valeria in ospedale dopo aver incontrato una tribù di indigeni e
avergli raccontato tutta la sua storia per convincere il capo della tribù a
lasciargli continuare il suo viaggio. Dopo aver abbracciato la bimba, che
chiamano Ines (nata in un ospedale da campo dove manca tutto, anche le
vaccinazioni di base) Checco decide finalmente di rinunciare al suo tanto amato
posto fisso, a patto che la Sironi gli versi un indennizzo di 50.000 euro mentre
l’ultima offerta è solo per il TFR maturato (circa
35.000 euro). Checco propone allora alla dottoressa Sironi di aggiungere lei la
cifra mancante: costei, molto contrariata, accetta e firma con rabbia un
secondo assegno personale, augurando a Checco di spenderlo tutto in medicine.
Checco usa proprio questo secondo assegno per comprare una scorta di vaccini e
medicine per l’ospedale. I dottori e le infermiere allora realizzano un video
di ringraziamento per la dottoressa che, tornata a Roma, lo vede proprio un
attimo prima di riottenere la sua posizione e si commuove, dimostrando al suo
staff che anche lei è buona. Checco decide di continuare ad aiutare Valeria
come veterinario di animali della savana e nei progetti umanitari.
In occasione dell’Expo
del 2015 a Milano un girotondo di 45 bambini ha avviato la campagna di
comunicazione “Nativi ambientali” al grido di “salva il mondo, salva la Terra”.
Iniziativa propugnata dal pro-tempore ministro per
l’ambiente in collaborazione con:
– Conai: Consorzio Nazionale Imballaggi
di concerto con i 6 Consorzi di Filiera per il
riciclo dei materiali:
Ricrea per l’acciaio che organizza e garantisce su tutto il
territorio italiano la raccolta ed il riciclo degli imballaggi in acciaio,
provenienti sia dai cittadini sia dalle industrie, preoccupandosi anche di
veicolare l’informazione e sensibilizzazione diretta al cittadino. Aderiscono
al Consorzio i fornitori e gli importatori di materiale in acciaio per
imballaggio a banda stagnata, a banda cromata e lamierino, oltre che i
fabbricanti di imballaggi e accessori in acciaio: www.consorzioricrea.org
Cial per l’alluminio che rappresenta l’impegno assunto dai
produttori di Alluminio e dai produttori e utilizzatori di imballaggi in
Alluminio, nella ricerca di soluzioni per ridurre e recuperare gli imballaggi,
conciliando le esigenze di mercato con quelle di tutela dell’ambiente. Le 200
aziende che aderiscono a CiAl sono tra le maggiori produttrici e trasformatrici
di imballaggi in alluminio, la cui produzione rappresenta oltre il 95% degli
imballaggi in alluminio immessi al consumo. Nell’ultimo anno, grazie alla
raccolta differenziata dell’alluminio attiva in circa 6.700 Comuni italiani con
il coinvolgimento di 52 milioni di cittadini, il Consorzio ha avviato al riciclo
il 74% degli imballaggi in alluminio immessi sul mercato nazionale: www.cial.it
Comieco per la carta per il recupero e riciclo di carta e
cartone e raggruppa circa 3.300 aziende della filiera cartaria e cartotecnica
nazionale, tra produttori, trasformatori e recuperatori. Grazie allo sviluppo
delle raccolte differenziate urbane, in poco più di 15 anni sono state quasi
40milioni le tonnellate di carta e cartone sottratte alle discariche e il tasso
di riciclo degli imballaggi cellulosici è passato dal 37% all’80%. In Italia,
oggi, si riciclano 10 tonnellate di macero ogni minuto: www.comieco.org
Rilegno per il legno composto di circa
2.300 aziende, che ha il compito di recuperare i rifiuti di imballaggio di
legno e altri rifiuti legnosi per dare loro una nuova vita. Grazie agli accordi
stretti con soggetti pubblici e privati Rilegno ha garantito, organizzato e
razionalizzato l’avvio a recupero complessivo di oltre 1 milione e 500 mila
tonnellate di rifiuti di legno nel 2014. Lo scorso anno la filiera del riciclo
dei rifiuti di imballaggi di legno ha dato nuova vita al 63% degli imballaggi
immessi al consumo: www.rilegno.org
Corepla per la plastica a è il Consorzio Nazionale per la Raccolta,
il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica, cui
aderiscono sia i produttori di materie plastiche che le aziende che le
trasformano per fabbricare imballaggi in plastica, nonché, su base volontaria,
le imprese utilizzatrici di imballaggi e quelle che li riciclano. Grazie a
Corepla, oggi la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica è una
realtà in più del 90% dei comuni italiani e permette di avviare a riciclo e
recupero circa 800.000 tonnellate di materiale: www.corepla.it
Coreve per il vetro è il Consorzio nazionale responsabile del
riciclo e del recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul
territorio nazionale. Fanno parte del Consorzio Recupero Vetro tutte le imprese
produttrici d’imballaggi in vetro e gli importatori, sia imbottigliatori che
grossisti. Il Consorzio razionalizza, organizza e gestisce il ritiro dei
rifiuti d’imballaggio in vetro, provenienti dalla raccolta differenziata del
servizio pubblico, garantendone l’avvio a riciclo. E si occupa
dell’informazione e sensibilizzazione diretta al cittadino: www.coreve.it
La Campagna Nativi
Ambientali ha visto la realizzazione della omonima campagna di
sensibilizzazione a cura del Ministero dell’Ambiente con la collaborazione di
Conai-Consorzi di Filiera, è stata possibile grazie al lavoro di numerosi
professionisti e agenzie specializzate, che hanno apportato un prezioso
contributo per la buona riuscita dell’operazione.
Il lancio mediatico
on air si è avvalsa di una molteplicità di canali (affissioni, quotidiani
nazionali, web, radio, tv locali) e si è concentrata in particolare nelle
regioni Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Contagioso l’entusiasmo dei piccoli presenti
all’Esposizione Universale, tutti di età compresa tra i 4 e i 10 anni: hanno
indossato una maglietta con su scritto giro
girotondo, passandosi di mano in mano, quasi per gioco, i rifiuti di
imballaggio, hanno mostrato agli adulti in platea come la raccolta
differenziata e il riciclo possano essere operazioni semplici, gesti naturali.
Facili proprio come un girotondo, che però ha l’ambizione di salvare il mondo,
per un futuro più leggero senza il peso dei rifiuti.
“Nativi Ambientali” è una campagna nazionale
dedicata alla tutela dell’ambiente e nasce con l’obiettivo di stimolare i
comportamenti virtuosi dei cittadini partendo da una prospettiva nuova: le
generazioni future dovranno crescere in una società dove le buone pratiche
ambientali – come la raccolta differenziata finalizzata all’avvio a riciclo dei
rifiuti – dovranno essere totalmente naturali e istintive.
“Avete il diritto di ereditare un mondo migliore –
ha aggiunto il ministro parlando ai bambini – ma anche il dovere di prendervene
cura, a partire dal vostro giardino, dalla vostra casa”. “Rispettare l’ambiente
– ha aggiunto Galletti – significa non sprecare risorse naturali, non
sperperare l’energia. L’amore e il rispetto per l’ambiente devono diventare uno
stile di vita, un atteggiamento da apprendere sin da piccoli, tanto velocemente
quanto impara oggi un bambino a utilizzare il tablet e il computer”.
La sfida culturale è quindi questa: i ‘nativi
digitali’ dovranno essere anche ‘nativi ambientali’, per portare il Paese verso
un futuro di sviluppo sostenibile.
La campagna sarà avviata nel mese di settembre sui
quotidiani nazionali e regionali, TV locali, radio, web e affissioni, con
particolare concentrazione nelle Regioni del Centro e del Sud Italia.
Ed oggi a Milano, tra i piccoli anche l’attrice
Maria Grazia Cucinotta, ambasciatrice Expo e testimonial dell’evento, che ha
scelto di devolvere all’associazione benefica AILR il suo compenso.
Roberto De Santis, Presidente di Conai, presente
alla conferenza stampa, ha aggiunto: “La campagna Nativi Ambientali va a
rafforzare le attività territoriali di Conai e dei Consorzi di filiera per lo
sviluppo della raccolta differenziata ai fini dell’avvio a riciclo dei
rifiuti di imballaggi. L’iniziativa, che garantirà una copertura generale in 7
Regioni del Centro-Sud, servirà a dare spinta e supporto al necessario impegno
delle Amministrazioni Locali”.
L’attività di CONAI e Consorzi di filiera
continua a svolgersi sul territorio con i Comuni, attraverso l’Accordo Quadro
ANCI-CONAI, che promuove lo sviluppo della raccolta differenziata di qualità.
Grazie alle convenzioni attivate dai Comuni nell’ambito dell’Accordo, nel 2014
sono state ritirate per essere avviate a riciclo 3.650.000 tonnellate di
rifiuti di imballaggio, in crescita del 7,2% a livello nazionale e con
percentuali di incremento in forte crescita nelle Regioni del Centro-Sud.
Complessivamente, nel 2014 e sull’intero territorio
nazionale, è stato avviato a riciclo il 65,9% degli imballaggi immessi al
consumo, per un totale di circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti trasformati
in materia prima seconda, ed è stato raggiunto un tasso di recupero complessivo
pari al 77,7%. Ciò significa lo sviluppo di una filiera del riciclo e del
recupero in grado di generare anche nuova crescita economica e occupazione.
In poco più di 15 anni, il Sistema Conai ha
garantito un beneficio economico e ambientale per il Paese quantificabile in
15,2 miliardi di euro e ha permesso il risparmio di 125 milioni di
tonnellate di CO2 non emessa.
Venerdi 12 aprile 2019 partiamo alla scoperta di Zavattarello e del
castello. L’autista ci lascia in piazza e la guida Virginia ci accompagna al Castello.
La giornata è fredda e uggiuosa, prossima a piovigginare, ma tiene e tentenna!
Ci inerpichiamo per il sentiero carraio sino al Castello di Pietro dal Verme.
La Virginia guida dal passo esperto e lungo ci guida SOPRA e noi tutti la seguiamo.
Certificato tra i borghi più belli, il nome Zavattarello deriva
dall’ebraico Shabbat, da cui poi Sciavatt che in milanese significa Ciabatta,
Savatta.
Il borgo dei ciabattini, quindi, dove si confezionano le savatte o
ciabatte, tantè che nell’idioma locale il borgo è chiamato anche Savataré.
Dicono fosse stato altresì rifugio dei disertori dell’esercito romano ai
tempi della disfatta della Trebbia ad opera di Annibale, ma questa è una altra
storia, una diceria per giustificare l’aquila imperiale dello stemma, forse.
Diceria Delenda Est, quindi atteniamoci ai fatti: il Castello di
Zavattarello è noto come dimora di Pietro dal Verme e delle sue donne. E’ un
castello e una fortezza e lo stemma araldico raffigura un drago incatenato a
custodia di un albero di mele rosse con una aquila reale di romana imperiale
memoria: Praeda Vigil Vigilataque Poma avvisa e ammonisce che la rocca è ben
difesa!
Triste storia quella di Pietro.
Coraggioso Pietro a sposare la amata Cecilia Del Maino, di contro alla
predestinatagli Chiara Sforza della potente Milano.
Coraggioso Pietro ma sfortunato: pochi anni dopo rimane vedovo con Chiara
Sforza ancora nubile e che di sposarlo voleva ancora.
Per amore di Chiara intanto convolarono a nozze.
Affettuosamente Chiara Sforza di Milano prepara al marito Pietro dal Verme
di Zavattarello la colazione e gliela serve.
Fu l’ultima!
Era il 17 ottobre del 1485.
Finisce la storia e inizia a dipanarsi la leggenda.
Da allora strani fenomeni interessano il castello: uno spartito musicale che
scompare e poi ricompare, una sedia che si sposta, una maniglia che si muove e
apre una porta… Per la leggenda e per prenotare una visita al castello e ai
suoi misteri c’è il sito www.zavattarello.org che compendia anche un cadenzato
spettacolo itinerante.
Durante la visita del castello a colpirci non è il forte-piano con lo
spartito Musique Dramatique di L.V. Beethoven, non è l’arredo pregiato, la
battaglia tra Romani e Barbare, la tavola imbandita, la cantina fornita, la
prigione femminile al piano alto, né quella maschile interrata, né le spesse
mura corridoiate, ma una finestra.
Una finestra semplice e inadorna del castello ci esprime una simmetria
dicotomica.
L’aspetto bicefalo della finestra esprime il dualismo che sarà poi la trama
conduttrice della nostra visita, così come per Pietro combattuto dall’amore di Cecilia
di contro alla ragion di stato diafana in Chiara Sforza.
Non cogliamo subito questo aspetto, ma solo dopo, quando ai piedi del Castello,
in posizione dominata, visitando il Magazzino dei Ricordi www.magazzinodeiricordi.org ripercorriamo alcuni aspetti: la sala da pranzo di Pietro dal Verme e la
tavola imbandita del mondo contadino.
SOTTO
I pensieri si accavallano quando rinveniamo l’apocrifo Decreto della Curia
Vescovile che scomunica in peccaminoso l’iscriversi al Partito Comunista oppure
l’avviso alla Casa Delle Marchette. Iniziamo un percorso che ci porta a
caracollare tra visioni e ricordi della pocanzi visita del Castello. E’ adesso
che siamo dentro al Magazzino, a un Signor Magazzino dei Ricordi, ma pur sempre
magazzino che riflettiamo sulla dicotomia bicefala Castello-Magazzino,
Chiara-Cecilia, Cuore-Raziocinio, Ciabatta-?
Siamo scesi da Sua altezza il Castello senza nulla di
Shabbat-Sciavatt-Ciabatta-Savatta. Siamo dovuti arrivare sino al magazzino nella
bassa, come si dice, per trovare il sudore della ciabatta.
In alto le soavità del castello, in basso tutto un percorso di vita
quotidiana a testimonianza di una lunga, ricca e sofferta storia del lavoro
contadino e della fatica dell’uomo. Un tuffo dei ricordi in ambienti contadini,
sartoriali, del barbiere, della scuola, del fabbro, del calzolaio con tanto di
Diploma conferito al Sig. Gassa Alessandro per speciali lavori in calzoleria e
altro ancora, tanto altro ancora.
Usciamo dal Magazzino dei Ricordi con il Castello che ci osserva da
posizione dominante, ci scruta dall’alto.
Con doveroso inchino di ossequio al Castello di Pietro risaliamo sul
pulman. Inizia a piovere, adesso piove.
Grazie Pietro dal Verme (fantasma?!) per la bella visita!